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Don Pasquale: “15 € per un tampone è insostenibile per molte famiglie, la politica intervenga”

"Mi chiedo se sia giusto costringere i cittadini che vivono in precarie condizioni economiche a pagarsi anche i tamponi”

MONREALE – “Con la diffusione dei contagi nelle scuole siamo costretti a sottoporre i nostri figli a continui tamponi, e con 600 € di pensione non è più possibile sostenerne il costo”.

A lanciare il grido d’allarme è Alfredo Segreto. Il noto pizzaiolo monrealese, conosciuto come Don Pasquale, attraverso la nostra testata vuole sollevare quella che descrive come una situazione divenuta insostenibile, almeno economicamente. “Ho diversi nipoti, ieri ne ho portati alcuni in farmacia perché costretti a sottoporsi al tampone, vista la vicinanza con contagiati. Ho sborsato tanti, troppi soldi”.

Segreto spiega come abbia pagato 8 € o 15 € per ciascuno di loro, in base all’età del nipotino. “Non capisco intanto perché questa differenza di prezzo. Quando preparavo una pizza margherita il prezzo non variava in base a chi doveva consumarla. E poi è necessario che ci sia un intervento da parte degli amministratori. Mi rivolgo ad Alberto Arcidiacono, il nostro sindaco, affinché si impegni a trovare delle forme di agevolazione, o ad attivarsi politicamente nei confronti del governo regionale”. 

“Durante la pandemia abbiamo rispettato le regole imposte, abbiamo fatto i vaccini fino alla terza dose, abbiamo indossato ed acquistato le mascherine, tra chirurgiche ed FFP2. Mi chiedo se sia giusto costringere i cittadini che vivono in precarie condizioni economiche a pagarsi anche i tamponi”.

“Molte famiglie non si trovano nelle condizioni economiche di potere sostenere anche questa spesa. Già c’è stato un grosso aumento del costo di gas e luce, paghiamo tasse altissime, e adesso dobbiamo sostenere per i tamponi una spesa continua che sta cominciando ad incidere troppo sui bilanci familiari. Molte famiglie di mia conoscenza sono state investite dalla crisi economica dovuta alla pandemia. Molti monrealesi hanno perso il posto di lavoro e hanno grosse difficoltà a portare avanti la famiglia. Non si può chiedergli di pagare 15€ per ogni tampone. È diventata una situazione insostenibile”. 

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