Segnala a Zazoom - Blog Directory

Distributore d’acqua a mo’ di panchina. Minori rischiano di farsi male

Senza l’ascolto, la società è vittima di se stessa, delle proprie cattive abitudini.

MONREALE Le casette dell’acqua non sono ancora in funzione ma già “qualcuno” ne ha sovvertito l’utilizzo! “Un’idea geniale!” – Commentiamo ironicamente, se non fosse che sia anche molto pericolosa.

IL FATTO

Succede nella serata di ieri a Monreale alle spalle della caserma della polizia municipale.

La pensilina del distributore di acqua sito nei pressi di Piazza Inghilleri “si trasforma”, magicamente, in panchina per alcuni ragazzini. Gli stessi che, periodicamente, scavalcano la ringhiera per accedere al parco giochi adiacente al plesso P. Novelli.

Un atto imprudente, pericoloso per la propria incolumità, un atto posto in essere con molta leggerezza e spensieratezza da alcuni minorenni, privo di giustificazioni ma non di cause.

A primo acchito, sorge spontaneo evidenziare l’irresponsabilità del gesto ma sarebbe molto riduttivo se ci fermassimo all’additamento del colpevole. Se lo facessimo saremmo tanto quanto irresponsabili.

Noia, cattiva educazione o, un fatto culturale?

Durante l’adolescenza il mondo interiore e quello esterno sono in continuo divenire. A questa età si forma il carattere e talvolta il rischio è quello di perdersi e di lasciarsi sopraffare da stati d’animo caratterizzati da demotivazione, sensi di vuoto, apatia, incompletezza.

Se si potesse sfruttare la noia disporremmo della più potente fonte di energia”

(Ramon Gomez de la Serna)

I giovani sono una risorsa, sono l’avvenire a partire da adesso, non un problema!

I giovani rappresentano l’innovazione, hanno bisogno di stimoli. In un tempo che corre in fretta nessuno può rimanere indietro. Ma noi ci siamo rimasti!

UN BIVIO

Spesso si trascura lo stato d’animo dei giovani dando per scontato che a quest’età non si vivano problemi seri meritevoli di ascolto. Si trascurano i bisogni dei più piccoli un po’ per inerzia o perché, si crede, sottovalutando il caso, che possano aspettare.

Ma è proprio in quell’attesa che gli adolescenti, un po’ inconsciamente, scelgono la propria strada.

E in quell’attesa rischiano di lasciarsi andare in situazioni più grandi di loro segnando per sempre il proprio futuro; in quell’attesa rischiano di lanciarsi alle braccia della delinquenza.

A quel punto, se dovessimo cercare un colpevole, forse lo ritroveremmo nell’adulto troppo impegnato a gestire “il resto” e non “l’essenziale”. Colpevole per non aver ascoltato, colpevole per aver trascurato, colpevole perché nel sentirsi migliore ha peccato della stessa leggerezza e irresponsabilità di un gesto incompreso.

Senza l’ascolto, la società è vittima di se stessa

Potremmo quotidianamente scrivere articoli sull’argomento e fantasticare ipotesi, continuando a chiederci il perché di alcuni gesti e non a realizzare soluzioni.

Senza l’ascolto, la società è vittima di se stessa, delle proprie cattive abitudini.

1 Commento
  1. Francesco scrive

    I bambini giocano, di certo arrampicarsi non è il preambolo della criminalità e non sembrano così piccoli da non capire che non si devono tuffare di testa sul cemento. Piuttosto spiegate perché i distributori dell’acqua sono stati installati mesi fa, a spese nostre suppongo, e ancora non funzionano.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.