I ristoratori monrealesi e il Covid: “Grazie al Green Pass continuiamo a lavorare”

"Per le feste abbiamo avuto tante disdette ma grazie al green pass e ai vaccini andiamo avanti seppur con mille difficoltà"

MONREALE – Ormai da due anni abbiamo purtroppo imparato il vero significato di una pandemia, ci siamo trovati catapultati in una situazione quasi surreale, che prima avevamo solo sentito nei racconti di chi aveva vissuto il 1920, anno in cui si diffuse in Europa la spagnola, o che avevamo visto in film di fantascienza o immaginato come uno degli scenari più catastrofici. Eppure, malauguratamente, tutto è divenuto realtà. Un virus contagioso e pericoloso ha contaminato il mondo interno causando danni enormi ed inimmaginabili e cambiando la vita e le abitudini di ognuno di noi. Tanti settori ne hanno fatto le spese ma forse uno di quelli che più ne ha subito le conseguenze è quello della ristorazione. Crisi nere seguite da aiuti seppur effimeri da parte dello Stato, momenti di piccole riprese, ricadute, strumenti per cercare di risolvere il risolvibile, green pass, restrizioni e regole da rispettare. Ma ancora, a distanza di due anni, i ristoratori pagano cara la crisi. Abbiamo più volte intervistato i protagonisti del settore a Monreale per tastare il polso della situazione nel nostro paese e capirne di più da chi questa condizione l’ha vissuta (e continua a viverla) sulla propria pelle.

Abbiamo sentito, in rappresentanza della categoria, due noti ristoratori della cittadina normanna: Filippo Balsano, proprietario de “La Macina”, e Gianni Sorrentino, proprietario di “Bricco e Bacco”. Che ci raccontano come nonostante green pass, super green pass, regole su regole e ben 3 dosi di vaccini ricevute dai cittadini, ancora la situazione pare essere buia e di come si trovano a fronteggiare difficoltà di cui ancora non si vede la fine.

Com’è andato l’anno appena trascorso dal punto di vista della ristorazione?

F.B. L’anno è iniziato male, molto male. Pochi gli aiuti, tante le difficoltà. Poi l’introduzione del green pass e un respiro durante la stagione estiva, periodo in cui abbiamo visto la luce in fondo al tunnel. Ma, nel complesso, il bilancio del 2021 rispetto al 2020 è stato sicuramente positivo grazie anche alle misure adottate dal Governo che, come ho detto durante l’ultima intervista, hanno permesso di tornare a una seppur limitata normalità.

G.S. I primi mesi dell’anno scorso, avendo subito la chiusura durata mesi, sono iniziati davvero male, è evidente che abbiamo avuto solo perdite. Poi da maggio il lavoro è aumentato anche se limitatamente e con tutte le difficoltà del caso.

Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso che situazione stiamo vivendo?

F.B.  Ecco il punto: dopo aver ripreso a respirare durante l’estate e l’autunno del 2021, siamo ricaduti da qualche settimana in una situazione se possibile anche peggiore dell’anno scorso. E sapete il motivo? Non possiamo mettere in cassa integrazione nessuno! È davvero dura quindi andare avanti con il personale presente ma senza lavoro. La gente preferisce non uscire a pranzo o a cena o, meglio, sono pochissimi quelli che decidono di farlo e io, di conseguenza, non riesco a far quadrare i conti.

G.S. Nonostante i contagi devo dire che siamo in continuo aumento: stiamo riuscendo a lavorare discretamente bene certamente con delle percentuali inferiori rispetto alla normalità ma almeno lavoriamo!

 

La situazione dei contagi da covid19 è precipitata nelle ultime settimane, quanto ne avete risentito e quanto è stato differente il periodo delle feste natalizie rispetto a quello antecedente al Covid?

F.B.  Giusto durante il periodo delle feste la situazione è precipitata, tanto che abbiamo avuto diverse disdette. Pensate che per la notte del 31 dicembre hanno disdetto ben 30 commensali e altri 35 per il giorno di Capodanno.

G.S  Abbiamo subito molte disdette a causa dei contagi ma alla fine stiamo riuscendo a fare un buon lavoro. Se dovessimo stimare la percentuale di differenza delle festività natalizie rispetto al periodo in cui ancora il Covid non esisteva, calcoliamo un calo di circa il 30%.

 

Come vi siete adeguati al nuovo status quo relativamente a regole, controlli, restrizioni?

F.B.  Non mi stancherò mai di ripeterlo: noi siamo favorevolissimi alle regole e al green pass, anzi che ben vengano perché sono strumenti che ci hanno consentito di riprendere a lavorare durante il periodo nero che raccontavo poc’anzi. E anche i miei clienti mostrano volentieri il green pass, d’altronde è una sicurezza per tutti.

G.S.  Tutto quello che c’è da mettere in atto relativamente alla sicurezza nostra e dei nostri clienti, l’abbiamo attivato e mi riferisco sia ai controlli del Green pass sia alle disposizioni che regolano l’afflusso dei clienti in sala e il controllo continuo del personale.

Cosa prevedete per i prossimi mesi?

F.B.  Penso e spero vivamente che le cose cambieranno in meglio. Sempre più gente grazie al cielo via via si sta vaccinando e questo ci consentirà un nuovo corso.

G.S . Difficile prevedere i mesi che verranno viste le continue varianti del virus che nascono e si diffondono e, purtroppo, la diffidenza di alcuni al vaccino. Che è l’unica speranza di uscita da questo terribile incubo.

La gente si è ormai abituata al green pass, strumento che all’inizio ha creato non poche perplessità? Come giudicate questa regola?

F.B.  Non mi stancherò mai di ripetere che ben venga il green pass e tutto ciò che ci consente di lavorare e di garantire una certa sicurezza a tutti.

G.S . In riferimento al Green pass si apre un mondo di perplessità. La cosa “positiva” a mio parere è che tramite il controllo dello stesso accedono al locale solo persone in possesso della certificazione. Ed è una garanzia per tutti.

 

Se volessimo quantificare i danni provocati dalla pandemia da coronavirus al mondo della ristorazione ed in particolare al suo ristorante, cosa mi risponderebbe?

F.B.  I danni al ristorante sono stati e sono davvero tanti anche perché come sapete ho aperto il mio ristorante da meno di 3 anni, poco prima quindi che iniziasse questa maledetta pandemia. Ma che fare, andiamo avanti finché possiamo con la speranza di riprendere presto la tanto agognata normalità.

G.S Non saprei calcolare i danni che abbiamo subito dall’inizio della pandemia ad oggi ma è evidente che sono davvero molti. Ma teniamo duro e cerchiamo di lavorare offrendo ai nostri clienti la qualità che amano trovare nel nostro ristorante, motivo per cui, a mio parere, oggi sono ancora qua alla guida di Bricco e Bacco.

 

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