Arriva il nuovo anno, le speranze che la pandemia sparisca (cambiamo argomento), che non ci siano più complicate situazioni su scuola (cambiamo argomento) o lavoro (lasciamo stare). Nel nuovo anno comunque arriveranno diversi nuovi romanzi e racconti, tante storie ed esperienze che magari possono servire come svago o spunto di riflessione. Qui consiglieremo solo quattro di oltre 190 titoli che si affacceranno nell’editoria italiana. Ce n’è per tutti i gusti, con grandi scrittori e scrittrici che tornano o esordienti pronti a conquistare la scena.
Il primo titolo da suggerire è Trema la notte (Einaudi) della scrittrice messinese . Ambientato sullo stretto, lo scenario è il terremoto terribile del 1908. Una ragazza e un bambino dovranno ricostruire la propria esistenza, ripartendo da ciò che è rimasto: loro stessi e le macerie. Il secondo titolo è Perché l’America (Sellerio, traduzione di Marco Rossari e Veronica Raimo) dello statunitense Matthew Baker: è un ciclo di racconti sugli Stati Uniti che toccano diversi punti interessanti di questi territori (cultura digitale, consumismo, surrealismo). Il terzo titolo è Padri (Fazi) della scrittrice Giorgia Tribuiani invece è incentrato sui rapporti familiari che intercorrono tra i figli e i padri, sul senso del perdono che ci dovrebbe essere in famiglia nonostante l’apparente tranquillità. Ed infine il quarto è probabilmente il titolo più atteso del 2022. Annientare (La nave di Teseo, tradotto da Milena Zemira Ciccimarra) è il nuovo romanzo di Michel Houellebecq, uno dei più controversi e acclamati scrittori della letteratura contemporanea. Dalle pochissime informazioni veniamo a sapere che l’argomento cardine è la vita coniugale e i suoi duri inciampi. Si preannunciano polemiche e consensi.
Tante umanità, il tema della caduta nell’apparenza tranquilla sostiene questi quattro titoli consigliati. Possono servirci per consolarci, per illuderci o semplicemente come passatempo. Il tempo passa e difficilmente cancella le tracce che lasciamo qua e là. Leggere ci può servire ad avere un ottimo antidoto a questa amara verità, a non chiudersi nella gravissima scelta di non accettare l’esterno. Anche a questo serve leggere. Non auguriamoci un buon anno, speranza, felicità e fortuna. Ormai abbiamo capito che non serve a tanto. Speriamo in qualcosa (non si sa in cosa, ma speriamo). A testa alta, con un cuore caldo.