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Resto al Sud 2021: come funziona e cosa è cambiato

Ritorna il bando Resto al Sud 2021 nato per dare sostegno a chi desidera fare impresa nel Sud Italia. Cosa cambia in questa nuova versione e quali, invece, sono i punti fermi?

Resto al Sud è un incentivo statale a supporto dell’imprenditoria nato in seguito al Decreto Legge 20 giugno 2017, n. 91. Il primo obiettivo dell’incentivo era quello di supportare la crescita economica del Sud Italia dando un aiuto concreto ai giovani imprenditori che desideravano fare impresa senza spostarsi dalla loro regione.

Una misura di indubbio successo, che ha portato alla nascita di numerose nuove aziende e che per questo motivo è stata ampliata e rivista.

La nuova versione del bando viene in soccorso di imprenditori e società in un momento abbastanza complesso, che ha messo a nudo non poche problematiche date le difficoltà scaturite sia dalla crisi sanitaria che da quella economica.

Il bando Resto al Sud 2021 prevede, quindi, dei cambiamenti rispetto alla versione originaria. Vediamo quali.

Il primo cambiamento riguarda la platea dei beneficiari, che è stata notevolmente ampliata con la Legge di Bilancio 2021. Ora il limite d’età è di 55 anni, mentre nelle precedenti versioni si parlava solo dei giovani tra i 18 e i 35 anni. Già si era fatto un passo avanti aprendo agli under 36 e ai professionisti e ora si è provveduto all’innalzamento della soglia.

Altra modifica è stata apportata in seguito al Decreto Legge 24 ottobre 2019, n. 123, poi modificato e convertito nella Legge 12 dicembre 2019, n. 156. Grazie a questa legge sono stati aumentati i territori che possono fruire dell’incentivo. Sono stati aggiunti, infatti, i comuni del cratere sismico che furono colpiti dai terremoti del 2016/2017.

Ultima modifica è stata l’aggiunta anche delle attività commerciali e delle isole minori del Centro-Nord. Per un approfondimento in materia suggeriamo le risorse editoriali di Contributi PMI per capire come funziona Resto al Sud nel dettaglio.

Attualmente, quindi, Resto al Sud si rivolge a chi ha un’età compresa tra i 18 e i 55 anni, è residente nelle regioni di  Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, nelle zone del cratere sismico di Lazio, Marche, Umbria e nelle isole minori incluse nell’elenco.

Ricordiamo anche che possono accedere al bando anche i liberi professionisti, sia in forma individuale che societaria, in grado di dimostrare di non essere in possesso di una partita IVA in un settore simile a quello per cui si fa domanda. In questo caso si prendono in considerazione i 12 mesi precedenti la stessa.

1 Commento
  1. Nicola Santangelo scrive

    Le nuove regole per l’accesso all’incentivo Resto al Sud ampliano la platea dei potenziali beneficiari e delle attività economiche. Rimangono, comunque, alcuni scogli da superare. Infatti, come scrivo nell’ebook “Guida all’incentivo Resto al Sud”, assumono un aspetto di rilevante importanza il business plan ossia il piano economico-finanziario quinquennale e il colloquio necessario ad accertare il grado di preparazione dell’imprenditore.

    http://www.lavoroimpresa.com/lnd/1220-guida-incentivo-resto-sud

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