Ogni anno è impossibile elaborare una stima fedele degli incidenti che interessano i pedoni in strada, a volte per colpa di una buca, di un tombino messo male, di un marciapiede danneggiato. E proprio il 3 Dicembre, nella Sala destinata alle adunanze, a Monreale, si è riunita la Giunta Municipale. Il comune è stato chiamato a pronunciarsi su delle richieste di risarcimento danni, avanzate da due donne, vittime di due differenti incidenti, entrambe assistite dall’avvocato Francesco Pepe. Chiedono al Comune rispettivamente circa 50.000 € e 9.300 €.
Le disavventure di queste due persone sono avvenute il 7 dicembre 2020 e 13 aprile di quest’anno. Mentre percorrevano a piedi, una la via XVI Marzo e l’altra la via Pietro Novelli, sono cadute a terra, a causa del dissesto del manto stradale e del marciapiede sconnesso. L’amministrazione ha scelto di presentarsi in giudizio, non ritenendosi responsabile degli incidenti.
Nel giustificare la sua decisione ha infatti citato una sentenza della Corte di Cassazione che ha stabilito che “… il comune non risponderà per la caduta del danneggiato, quando le cattive condizioni del manto stradale sono percepibili da qualsiasi utente della strada”.
L’incidente insomma non sarebbe di responsabilità del Comune, ma sarebbe riconducibile alla disattenzione del pedone. “Il dissesto del manto stradale – secondo le motivazioni del comune – è visibile e il cittadino deve attuare le dovute cautele, affinché possa evitare una caduta accidentale. Affinché il Comune di Monreale possa essere condannato per la caduta accidentale occorre che il giudice possa accertare l’obiettiva condizione di pericolo occulto, situazione la quale deve essere necessariamente caratterizzata dal doppio requisito della non riconoscibilità oggettiva del pericolo e della non prevedibilità del pericolo stesso, non facilmente evitabile con l’adozione della ordinaria diligenza”.
La donna caduta in via XVI marzo è residente a poche decine di metri dal luogo del sinistro. Secondo il comune si trovava quindi nelle condizioni di conoscere lo stato dei luoghi. L’eventuale situazione di pericolo sarebbe stata prevedibile, e poteva quindi essere superata attraverso l’adozione delle normali cautele.
Anche nel caso del secondo sinistro il comune addurrà in giudizio che, essendo il corso Pietro Novelli l’asse portante della viabilità del centro storico cittadino, è conosciuto da parte di tutti i residenti. Condizione che renderebbe anche stavolta prevedibile il pericolo, e quindi evitabile la caduta con l’adizione delle normali cautele.
Entrambe le udienze sono state fissate per il giorno 28.01.2022.