17 anni e 4 mesi per Francesco Pampa, 6 anni e 2 mesi per Massimiliano Vicari e 2 anni e 8 mesi per Filippo Giardi. Pesanti le pene richieste dal Pubblico Ministero, il Sostituto Procuratore Sergio Mistretta, al processo che vede imputati due imprenditori del settore della moda palermitana e un presunto cliente. I primi due, secondo l’accusa, avrebbero messo su un giro di prostituzione, “impiegando” anche ragazze minorenni.
Si è tenuta questa mattina la requisitoria dell’accusa, nel corso del giudizio abbreviato che vede i tre soggetti, due monrealesi e uno (Vicari) palermitano, imputati per il grave reato.
Francesco Pampa, il titolare dell’agenzia di moda, assieme all’ex socio Massimiliano Vicari, avrebbero cercato di spingere alcune modelle, di cui alcune minorenni, ad assecondare gli appetiti sessuali di alcuni clienti in cambio di denaro e di lavoro. E, secondo i PM, anche lo stesso Pampa e Vicari avrebbero avuto rapporti sessuali con le giovani ragazze.
I due imputati si trovano ancora in carcere, Pampa presso la casa circondariale di Trapani mentre Vicari è recluso al Pagliarelli di Palermo.
Pampa, assistito dall’avvocato Renzo Sanseverino, aveva provato a ribaltare le accuse dinanzi al GUP Rosario Di Gioia. Non sarebbero stati loro a spingere le ragazze a concedersi, bensì sarebbero state le modelle, al fine di aprirsi la strada verso il successo nel mondo della moda, a chiedere di fare sesso. Queste le sue dichiarazioni.
L’inchiesta era cominciata in seguito alle denunce presentate nell’agosto del 2019 dalla madre di una delle ragazze, che aveva dichiarato come la figlia, già all’età di 15 anni, si fosse prostituita con i due imprenditori della moda. A gennaio erano scattati gli arresti per Pampa e Vicari, ma anche per Filippo Giardi, loro amico, che, secondo l’accusa, avrebbe pagato per una prestazione sessuale con una minorenne. Giardi, finito ai domiciliari, era stato successivamente rilasciato.