MONREALE –Non è una novità che un ristretto numero di monrealesi non osservi le regole imposte per la raccolta differenziata.
Il comune normanno, dati di qualche mese fa, vanta oltre il 70% di raccolta differenziata e la promessa di uno sconto sulla Tari.
Alcuni cittadini però non si limitano a sporcare la propria cittadina, ma si recano nella vicina e caotica Palermo per gettare la propria immondizia.
Fino a qualche mese fa alle porte di Monreale era possibile osservare una lunga cinta di rifiuti che si ergeva per oltre un metro da terra.
La imponente discarica a cielo aperto lunga diversi metri – oltre a creare un odore pungente e insopportabile – costringeva molti monrealesi che solitamente aspettano nel marciapiede l’autobus dell’Amat (389 o 309) ad attendere il proprio autobus in mezzo alla strada.
La cinta di rifiuti è stata, quasi, immediatamente tolta dopo le lamentele di diversi cittadini a chi di competenza, ma dopo pochi mesi alcuni abitanti dei due comuni sono tornati a buttarvi la propria spazzatura.
Nella periferia di Palermo la situazione non cambia. Alcuni monrealesi, lamenta qualche commerciante, sono stati visti mentre gettavano i propri rifiuti nei cassetti dell’indifferenziata di Corso Calatafimi.

“L’emergenza rifiuti a Palermo è molto più grave di quella di Monreale – ci dice un negoziante del capoluogo – tutta la zona di Corso Calatafimi alta come potrete ben notare è invasa dai rifiuti, non solo di noi palermitani ma in parte anche dei monrealesi”.
I cassonetti straripano, molti sono ormai adibiti a mini discariche a cielo aperto, dove chiunque può conferire ad ogni ora del giorno e della notte senza particolari problemi, vista l’assenza di controlli nella zona.
Non solo rifiuti “tradizionali” come il semplice sacchetto, ma addirittura ingombranti, porte, tavoli e sedie sfasciate.