
MONREALE – Alle ore 10.00 del 10 ottobre 2021, nella Basilica di San Pietro a Roma, il Santo Padre Francesco ha celebrato la Santa Messa per l’apertura della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione”.
Inoltre, è fissata per domenica 17 ottobre 2021, in tutte le diocesi e arcidiocesi, l’apertura del sinodo, sotto la presidenza del rispettivo vescovo.
Il percorso per la celebrazione del Sinodo si articolerà in tre fasi, tra l’ottobre del 2021 e l’ottobre del 2023, passando per una fase diocesana e una continentale, che daranno vita a due differenti Instrumentum Laboris, fino a quella conclusiva a livello di Chiesa Universale.
“La nostra Chiesa diocesana” – scrive Mons. Antonino Dolce nel sito ufficiale della diocesi di Monreale – “ farà coincidere l’apertura del Sinodo con l’inizio del nuovo Anno Pastorale che, come di consueto, avrà due momenti:
1. la celebrazione eucaristica in Cattedrale alle ore 17.00 di venerdì 15 ottobre e
2. la giornata di studio, sabato 16 ottobre, a Poggio San Francesco su “Sinodalità per la missione della Chiesa: lo stile e le pratiche”, tema che sarà trattato da Mons. Riccardo Battocchio, Presidente dell’Associazione Teologica italiana e Consultore del Sinodo dei Vescovi.
Domenica 17, nelle Parrocchie, dopo aver illustrato il significato del Sinodo, si inviteranno i fedeli ad accompagnare il cammino sinodale con la preghiera”.
COSA È IL SINODO. PERCHÈ È IMPORTANTE.
Pubblichiamo di seguito i punti salienti dell’omelia del Santo Padre del 10.10.2021
Il sinodo è un processo di incontro che vede riunirsi i preti e i fedeli di ogni diocesi col compito di prendere in esame ciò che concerne la vita pastorale e in genere la vita della Chiesa. In questo luogo di incontro, l’ascolto è fondamentale per il discernimento spirituale.
“In questi giorni Gesù ci chiama, come fece con l’uomo ricco del Vangelo, a svuotarci, a liberarci di ciò che è mondano, e anche delle nostre chiusure e dei nostri modelli pastorali ripetitivi; a interrogarci su cosa ci vuole dire Dio in questo tempo e verso quale direzione vuole condurci”
– le parole di Papa Francesco
Leggiamo insieme le parole del Santo Padre che nel sottolineare l’importanza del “Fare Sinodo” si sofferma sui verbi: incontrare, ascoltare e discernere.
“Fare Sinodo significa camminare sulla stessa strada, camminare insieme. Guardiamo a Gesù, che sulla strada dapprima incontra l’uomo ricco, poi ascolta le sue domande e infine lo aiuta a discernere che cosa fare per avere la vita eterna”.
Ora, riflettiamo sul significato dei tre verbi del sinodo.
INCONTRARE
“Ogni incontro” – dice il Santo Padre durante l’omelia – “richiede apertura, coraggio, disponibilità a lasciarsi interpellare dal volto e dalla storia dell’altro. Mentre talvolta preferiamo ripararci in rapporti formali o indossare maschere di circostanza (…), l’incontro ci cambia e spesso ci suggerisce vie nuove che non pensavamo di percorrere”. (…)
Tuttavia, un vero incontro nasce dall’ascolto.
ASCOLTARE
“Quando ascoltiamo con il cuore succede questo: l’altro si sente accolto, non giudicato, libero di narrare il proprio vissuto e il proprio percorso spirituale”
Gesù quando incontra l’uomo ricco (Mc10,17), ascolta la sua domanda («Maestro buono, cosa devo fare per avere la vita eterna?») e non da una risposta di rito o preconfezionata, non ascolta solo con le orecchie ma soprattutto col cuore!
“Fare Sinodo è porsi sulla stessa via del Verbo fatto uomo: è seguire le sue tracce, ascoltando la sua Parola insieme alle parole degli altri. (…)” – Poi il Santo Padre ribadisce e lancia un invito ai fedeli –
Non insonorizziamo il cuore, non blindiamoci dentro le nostre certezze. Le certezze tante volte ci chiudono. Ascoltiamoci.
DISCERNERE
“L’incontro e l’ascolto reciproco non sono qualcosa di fine a se stesso (…). Al contrario, quando entriamo in dialogo, ci mettiamo in discussione, in cammino, e alla fine non siamo gli stessi di prima, siamo cambiati. Il Vangelo oggi ce lo mostra. (…)” .
Il Sinodo non deve tradursi in una “convention” ecclesiale, (…) ma in un processo di guarigione condotto dallo Spirito.