Droni e attrezzature di precisione per il catasto incendi di Monreale

Dopo 21 anni dalla legge nr. 353 del 2000 che ha imposto ai comuni l’istituzione di un catasto incendi prevedendo la conseguente possibilità di apporre vincoli di diversa natura sulle zone interessate, finalmente Monreale avrà il suo documento strategico che censirà le aree percorse dagli incendi al fine di adempiere alle funzioni demandate ai comuni e implementare ogni azione volta alla prevenzione degli incendi.

Molti comuni si sono avvalsi dei rilievi effettuati dal Corpo forestale e di Vigilanza ambientale ma il Comune di Monreale ha attivato una collaborazione con gli esperti docenti di topografia e geotopologia dell’Istituto superiore statale “Mario Rutelli”, indirizzo CAT (Costruzioni, ambiente e territorio) che, mettendo in campo risorse umane e strumentazioni, aiuterà l’ufficio tecnico comunale nella delicata e complessa costruzione delle mappe utili alla realizzazione del catasto incendi.

Siamo stati nei laboratori dell’istituto e abbiamo sentito i docenti responsabili del progetto e la dirigente scolastica, la professoressa Giovanna Ferrari. I professori Salvo Venturella, coordinatore dell’indirizzo Cat, Martino Ligotti, responsabile coordinatore dell’indirizzo serale, e Fulvio Di Girolamo, insegnante tecnico pratico della parte laboratoriale di progettazione, costruzione e impianti, ci hanno illustrato così il loro lavoro, l’obiettivo didattico primario e la finalità di utilità pubblica del progetto.

“Siamo ben felici di mettere a disposizione del Comune di Monreale le nostre conoscenze, i nostri ragazzi e le nostre attrezzature per supplire alle mancanze dell’ufficio tecnico comunale che, non avendo sufficiente personale qualificato nelle discipline tecniche utili allo scopo, ha necessità di un supporto fattivo.  Fortunatamente l’istituto ha a sua disposizione gli spazi e le strumentazioni necessarie ed in particolare ci riferiamo al laboratorio di informatica, al laboratorio cad e ai laboratori di topografia e costruzioni. Poi, aggiungendo le nostre competenze e il contributo dei ragazzi dell’indirizzo cat, il gioco è fatto. Precisiamo che le attività di pcto ci permettono di portare avanti questo tipo di progetti, per intenderci la vecchia alternanza scuola-lavoro che permette ai ragazzi di entrare totalmente nelle attività pratiche della professione e toccare con mano strumenti e tecniche con lavori reali e con specifiche finalità, come appunto questo progetto di cui ci stiamo occupando per il Comune di Monreale.

Il nostro intento principale, dobbiamo ammetterlo, è la finalità didattica del progetto: la formazione dei ragazzi viene sempre al primo posto per un istituto statale come il nostro, ma in questo caso il bello è rappresentato proprio dalla doppia finalità dell’iniziativa: da un lato mettere i ragazzi sul campo, lo ripetiamo, con uno scopo didattico/educativo regalandogli la possibilità di immergersi nella professione, e dall’altro assolvere ad un servizio di pubblica utilità contribuendo alla costruzione del catasto incendi. Tra l’altro l’argomento incendi è un tema a cui dedichiamo molto spazio nel corso del programma educativo in diverse materie come topografia ed estimo. Un vantaggio per tutti, dunque, con un progetto studiato e pensato in un’ottica win-win”.

Ma passiamo a descrivere come verranno costruite le mappe e attraverso quali strumenti: “ci serviremo sia di strumentazioni di terra che di velivoli che, insieme, ci permetteranno di arrivare a dei risultati stupefacenti. Pensate che lo strumento di terra ha un margine di errore di un decimo di millimetro! Gli strumenti di terra sono 3 e si chiamano stazioni totali, poi c’è un ricevitore gps che utilizza una rete satellitare. Sia i primi che il secondo hanno le stesse finalità, si utilizzano in contemporanea, sono integrabili e l’uno senza gli altri non può funzionare. Il ricevitore gps infatti ha un segnale a fungo che non funziona se ci sono delle aree coperte da alberi, tettoie o simili e quindi bisogna appoggiarsi agli strumenti di terra. Andremo dunque in situ con i ragazzi e con l’intera strumentazione e interfacceremo il tutto per le misurazioni dirette e indirette. Ma prima di allora faremo certamente una parte propedeutica con i ragazzi in aula e in laboratorio durante la quale spiegheremo a fondo l’utilizzo degli strumenti. Una volta appreso come utilizzarli, ci sposteremo sui luoghi delle misurazioni. Dovremmo iniziare al più presto ma attendiamo il via dal comune, ma intanto ci prepariamo per benino.

Ma tornando agli strumenti, vorremmo spiegare bene il loro funzionamento e a cosa servono: attraverso di essi andiamo ad identificare nel suolo dei punti che abbiano una corrispondenza nelle mappe e ad individuare le aree da un punto di vista particellare (cioè catastale) identificando le parti interessate o parzialmente interessate dagli incendi. La finalità del Comune è creare dei vincoli di inedificabilità, vincoli importanti perché vanno a limitare la possibilità di costruire (carta dei vincoli). Ma questo è un problema di carattere politico comunale, noi invece ci occupiamo soltanto della parte tecnica a supporto del lavoro, lo ripetiamo, che farà l’ufficio tecnico del comune di Monreale.

Questo tipo di attività rappresenta il 90% del lavoro di geometra che, a differenza del passato quando utilizzava matita e mappe cartacee a tavolino, adesso adopera quasi esclusivamente strumenti tecnologici.

Dopo le rilevazioni di cui abbiamo parlato, il tutto viene integrato con un sistema di rilevamento in volo con il drone. Questo tipo di rilievo necessita certamente della strumentazione di terra per poter collimare le foto e le mappature che vengono effettuate in quota. Il drone che utilizzeremo ha un valore commerciale di circa 800 euro (ma alcuni modelli possono arrivare anche a 5.000 euro) e non è altro che un velivolo con un otturatore da un pollice che riesce a scattare con precisione foto anche a 800 metri di altezza con una buona risoluzione. Il drone è dotato di ottiche che, secondo la tipologia del terreno, danno la possibilità di contrastare i colori ed evidenziare le aree bruciate e quelle non bruciate. È molto leggero e pilotabile in maniera semplice e si muove con agilità anche in situazioni difficili. Per manovrarlo è necessario possedere il patentino per pilota rilasciato dall’enac di tipo a1, a3 e a2 e nel caso in cui venga usato in ambito urbano necessita anche la comunicazione al comando dei vigili e l’autorizzazione da parte loro all’utilizzo.

Questo doppio sistema di misurazione (a terra e in volo) ci garantisce il livello di altissima precisione. Si crea così la mappatura del terreno che poi svilupperemo in un modello tridimensionale. Questo risultato verrà poi interfacciato con Google satellite e con il catasto. Rileviamo, fotografiamo, mappiamo e poi il canale si sdoppia: possiamo procedere con una modellazione tridimensionale dell’area oppure con un interfacciamento gis del materiale che abbiamo preso sul posto.

È un bel progetto e siamo davvero contenti che i ragazzi contribuiscano a fare analisi del territorio soprattutto dopo un anno di didattica a distanza che ha fortemente segnato noi tutti.

Vorremmo concludere il racconto del lavoro che svolgiamo con i nostri ragazzi a servizio del territorio parlando proprio degli studenti e delle prospettive lavorative che un indirizzo tecnico come il cat regala. Una volta diplomati i ragazzi sono pronti all’esame di abilitazione per esercitare la professione di geometra, possono andare all’Università e proseguire con diversi percorsi accademici o possono seguire le molteplici sfaccettature che vengono fuori da questa professione: spaziare dal rilievo topografico, attività che fa capo al catasto, alla parte ambientale con lo studio del territorio e dell’impatto ambientale, alle energie rinnovabili riguardanti il fotovoltaico, l’eolico e le nuove tecnologie oppure spaziare nel campo dell’immobiliare o ancora lavorare negli uffici tecnici comunali e provinciali, Genio Civile, Sovrintendenza, possono diventare direttori di cantiere o di lavoro nelle imprese edili, possono fare assistenza alle costruzioni, progettazione di impianti… insomma, è un corso che offre tantissime possibilità in diversi ambiti. Molti dei quali fondamentali per lo sviluppo del paese a livello infrastrutturale: pensate per esempio alla costruzione dei tunnel: si inizia a scavare dalle due parti opposte per poi incontrarsi “miracolosamente” grazie al nostro lavoro. Oppure partecipare a misurazioni importantissime: serva da esempio la misurazione di precisione effettuata dal Collegio dei Geometri quando è affondata la nave comandata da Schettino per ricostruire tutti i suoi spostamenti e, dunque, l’accaduto.

Ecco, tante sfaccettature di un lavoro tecnico importante per lo sviluppo stesso della società”.

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