“Un piano regolatore dopo 43 anni? Ci si fa belli con le parole, quando la storia dice altro”. Non ci sta il consigliere comunale Piero Capizzi dinanzi alle affermazioni di giubilo del sindaco Alberto Arcidiacono, che questa mattina, in una nota stampa, sottolineava l’avvio del procedimento di formazione del Piano Urbanistico Generale fermo al 1978.
“Il PUG o Piano regolatore per come siamo abituati a chiamarlo – dichiarava questa mattina il sindaco Alberto Arcidiacono – esce finalmente dalle pagine dei programmi elettorali degli ultimi 40 anni”.
“Mi auguro che questa amministrazione possa riuscire. Anche noi ci avevamo provato – spiega l’ex sindaco Capizzi -, ma la realtà è abbastanza complessa, bisogna rivisitare tutto il territorio”.
“Ma il punto è un altro – spiega Capizzi -. Nel dicembre del 2008 l’amministrazione Gullo aveva trasmesso al Genio Civile di Palermo la proposta di variante al Piano Regolatore Generale per un parere di competenza. L’allora PRG, oggi PUG (Piano Urbanistico Generale), era quindi pronto già nel 2009.
Quindi non è vero che il piano era fermo al 1978, come sostenuto dal sindaco Arcidiacono, che invece dovrebbe spiegare perché nel 2009, quando lui era parte organica dell’amministrazione Di Matteo, il PRG venne bloccato. Perché allora lui non si adoperò in alcun modo per portarlo avanti?
Anche perché adesso risulta ancora più difficile procedere ad una ricognizione generale del territorio, la cui conformazione è notevolmente cambiata. Le vecchie previsioni del piano regolatore – chiarisce il concetto Capizzi – si trovano a fare i conti con la nuova conformazione del territorio di Monreale. Oggi ci troviamo con una situazione urbanistica stravolta rispetto al piano originario”.
A dicembre 2008 l’amministrazione Gullo aveva trasmesso al Genio Civile di Palermo gli elaborati della Variante generale al PRG. Ad Aprile del 2009 il Genio Civile, in seguito ad una serie di incontri con i tecnici comunali, aveva richiesto al comune una integrazione documentale. Ma nell’agosto del 2009 la nuova amministrazione Di Matteo, appena insediatasi, decise di volere fare un approfondimento sul Piano, richiedendone quindi al Genio Civile la restituzione.
“Di fatto l’iter già avviato venne bloccato inspiegabilmente dall’amministrazione di cui il sindaco Arcidiacono faceva parte – lamenta Capizzi -. L’attuale sindaco ricopriva un ruolo istituzionale, era il presidente del consiglio comunale. Spieghi perché già allora non prese alcuna iniziativa. Il Piano già nel 2009 era ad un passo dall’approvazione in consiglio comunale. Perché allora Arcidiacono non intervenne?”
Monreale, l’amministrazione avvia il procedimento di formazione del Piano Urbanistico Generale