Scuole al via dal 16 settembre in Sicilia, dal green pass al distanziamento: tutte le regole

Le attività torneranno in presenza, resta l'opzione Dad

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Da oggi in alcune Regioni d’Italia è iniziato il nuovo anno scolastico 2021/22 e l’inizio delle lezioni andrà in maniera progressiva giorno dopo giorno. In Sicilia i ragazzi torneranno in aula il 16 settembre 2021 e la grande novità di quest’anno è il Green Pass obbligatorio per tutto il personale scolastico ad eccezione degli alunni.

Quest’oggi, nelle prime ore del mattino, sono stati verificati più di 900mila certificati. Un’altra novità di quest’anno è che le attività tornano in presenza. Al via anche la nuova piattaforma con cui i presidi potranno verificare il certificato verde. Chi ne è sprovvisto verrà considerato assente ingiustificato e dopo il quinto giorno scatterà la sospensione dello stipendio.

Il rientro degli studenti nelle classi non cancella del tutto lo spettro della didattica a distanza, infatti questa opzione rimane in vigore nei casi in cui ci siano dei positivi o altri alunni che si trovano in quarantena preventiva. L’obiettivo del governo è quello di limitare la misura “esclusivamente alle zone rosse o arancioni e in circostanze di eccezionale e straordinaria necessità dovuta all’insorgenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus.

Il ministro Bianchi: “Ritrovarsi è una gioia”

A fare gli auguri ai quattro milioni di studenti che oggi rientrano a scuola è proprio il ministro dell’Istruzione Bianchi: “Ritrovarsi a scuola è una gioia grandissima. Desidero esprimere il mio profondo ringraziamento a tutti, studenti, studentesse genitori, personale scolastico e tutti coloro che contribuiscono alla vita nelle nostro scuole. A voi vanno i miei più vivi auguri per un sereno anno di lavoro e crescita”.

Non sono mancate però le polemiche a tutto ciò poiché davanti al Ministero dell’Istruzione nella notte tra 12 e 13 settembre l’Unione degli studenti ha organizzato una manifestazione, disponendo delle macerie a simboleggiare “lo stato in cui giace la scuola pubblica”. E’ stata indetta anche una mobilitazione generale prevista per il 19 novembre.

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