MONREALE – Un filone, 3 quartini, 5 bocconcini, o piuttosto una forma da 1 kg del rinomato pane di Monreale? Da lunedì prossimo per acquistarli bisognerà spendere di più.
Si, perché dal 13 settembre il pane di Monreale, quello casereccio, ma anche il pane bianco, costerà alcuni centesimi di più. È quanto è stato deciso durante un incontro al quale hanno partecipato tutti i panificatori monrealesi. L’incremento eccessivo del costo del grano registrato negli ultimi mesi, e soprattutto nelle ultime settimane, non gli consente di mantenere l’attuale prezzo di vendita.
La decisione è stata presa all’unanimità (o quasi, dato che, tra tutti, un solo panificatore ha mostrato l’intenzione di mantenere ancora gli stessi prezzi).
E, per la prima volta, tutti i rappresentanti monrealesi del settore hanno deciso di allinearsi. Venderanno il pane allo stesso prezzo.
E così da lunedì verranno adottato il seguente listino:
PANE DI GRANO DURO:
Forma da 1kg € 2,40
Filone € 1,20
Quartino € 0,60
Bocconcino € 0,30
PANE BIANCO
Forma da 200 gr € 0,60
Forma da 100 gr € 0,35
Bocconcino € 0,20
PANE DI RIMACINATO
Forma da 200 gr € 0,60
Forma da 100 gr € 0,40
Bocconcino € 0,20
L’aumento, chiaramente, non riguarda solo il pane prodotto a Monreale. Già anche San Giuseppe Jato e Partinico hanno fatto registrare una lievitazione dei prezzi, così come anche in alcune zone di Palermo i prezzi sono cresciuti.
Ma che un aumento del costo del pane ci sarebbe stato è apparso inevitabile, se dal luglio 2021 a luglio 2020 si è registrato un aumento dei prezzi del frumento duro del 9,9% e del frumento tenero del 17,7%.
Qualche giorno l’allarme era stato sollevato da Assopanificatori di Fiesa Cofesercenti, che spiegava come si stesse trattando di “una dinamica sostenuta, che sta avvicinando i prezzi ai livelli record registrati durante la precedente fiammata del mercato nel 2008”.
Causa il clima, la produzione di grano in Italia è scesa del 10%, secondo quanto riferisce Coldiretti. Il costo della materia prima per i panificatori sta lievitando considerevolmente, non consentendo più il mantenimento dei prezzi del prodotto finito.
Se di solito assistevamo ad un aumento di pochi centesimi al chilo del prezzo del grano – spiega Salvo Tusa, dell’antica forneria del Corso – la scorsa settimana abbiamo assistito ad un aumento di 20 centesimi di euro. E ci attendiamo un ulteriore aumento per la prossima settimana.