MONREALE – Si allungano i tempi per il passaggio del servizio idrico integrato del comune di Monreale all’AMAP.
Ieri pomeriggio, durante i lavori del consiglio comunale che avrebbe dovuto approvare la delibera relativa al passaggio del servizio alla società palermitana, diversi gruppi di opposizione si erano messi di traverso, ottenendo che l’amministrazione Arcidiacono ritirasse l’atto, da discutere più avanti.
Monreale, a breve la gestione del servizio idrico passerà all’AMAP
“Stiamo cedendo dei gioielli del comune, i pozzi, le sorgenti, transiterebbero in mano all’AMAP. Sarebbe un disastro. Siamo riusciti ad ottenere dall’amministrazione Arcidiacono un rinvio della proposta deliberativa relativa alla cessione all’AMAP della gestione del servizio idrico integrato”.
Pippo Lo Coco, capogruppo di Alternativa Civica, sottolinea l’importanza del risultato incassato dall’opposizione. Anche Forza Italia ieri pomeriggio si era opposta dinanzi alla proposta deliberativa (VEDI ARTICOLO).
“Abbiamo chiesto in consiglio comunale – spiega Lo Coco – di aprire un tavolo di concertazione tra maggioranza ed opposizione per verificare termini e modalità della cessione della gestione del servizio. Anche perché l’AMAP si approprierà del servizio per ben 45 anni, e sono molte incognite, sulle quali vogliamo vederci chiaro”.
“A questo punto attendiamo che la maggioranza convochi le opposizioni per aprire questo tavolo tecnico per comprendere quali possano essere le migliori condizioni del transito del servizio per i cittadini. Dobbiamo chiederci quali saranno le nuove tariffe dell’acqua che graveranno sui monrealesi. Saranno maggiori o minori rispetto alle attuali? Il personale dell’attuale ufficio comunale transiterà o meno all’AMAP? Rimarrà a Monreale uno sportello per il servizio al cittadino, o i monrealesi dovranno recarsi a Palermo per sbrigare gli aspetti burocratici?“
Per Lo Coco il percorso politico da seguire è chiaro, ed è finalizzato a prendere tempo, anche perché il passaggio del servizio comunale alla società d’ambito è previsto da legge: “Non dobbiamo essere noi consiglieri comunali a votare il passaggio. Lasciamo che venga nominato un commissario ad acta che l’approvi. Così avremo la possibilità di impugnare l’atto dinanzi al TAR, come hanno fatto altri comuni, come Altofonte o Terrasini”.