A partire dal 6 agosto il green pass è divenuto obbligatorio per partecipare ad eventi pubblici, entrare in musei o stadi, assistere a spettacoli o concerti, frequentare palestre e piscine al chiuso, centri termali, centri benessere o sedersi al tavolo di bar e ristoranti al chiuso.
L’obbligo è stato accolto positivamente da molti, basti pensare che nelle ultime 24 ore sono stati scaricati 20 milioni di green pass anche se non mancano gli oppositori o chi grida alla dittatura sanitaria.
Ricordiamo che il green pass viene rilasciato dopo la somministrazione della prima dose di vaccino (con validità 9 mesi dal completamento del ciclo vaccinale), la guarigione dall’infezione dal coronavirus (con validità 6 mesi) o dopo l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo (con validità 48 ore).
Per cercare di capire come ha reagito la comunità monrealese e dare uno sguardo ai settori maggiormente interessati, come quello della ristorazione, abbiamo parlato con alcuni ristoratori monrealesi che ci hanno confermato l’orientamento generale e l’accordo con le nuove regole.
“Se questo servirà ad evitarci ulteriori chiusure, che ben venga, non potremmo sopportare un altro periodo di lock down né economicamente, né psicologicamente”. È questa la frase che accomuna il pensiero dei ristoratori monrealesi, che continuano: “La gente è già consapevole dell’obbligo e, quando ci chiede di potere accomodarsi all’interno dei locali, sa di dover esibire il pass. Pochissime sono le contestazioni”.
A tal proposito Marcello Pupella, proprietario de “La taverna del Pavone” dichiara: “Nonostante il gran caldo che ha fatto e che continua a fare in questi giorni la gente a cena preferisce accomodarsi all’aperto, soprattutto chi viene da paesi freddi e non gode spesso di temperature alte. Ma anche chi ci ha chiesto di potersi accomodare all’interno, con l’aria condizionata, non ha mostrato resistenza alcuna ad esibire i green pass. Dal canto nostro abbiamo verificato con cura la validità dei pass e devo dire che finora sono stati tutti regolari tranne qualcuno che chissà per quale motivo o problema tecnico non è stato riconosciuto dal sistema. Ma anche in quel caso gli avventori, consapevoli che lo stesso pass era risultato non valido anche in altri posti come musei o l’aeroporto, hanno aspettato pazientemente il liberarsi un tavolo optando per accomodarsi all’esterno, spazio per il quale non è previsto l’obbligo di esibizione del pass. L’unico imbarazzo, devo ammetterlo, nasce quando dovevamo richiedere il documento per la verifica dell’identità del possessore del green pass, ma adesso che la ministra Lamorgese ha chiarito che non siamo tenuti a farlo, va ancora meglio. La mia dunque è una valutazione totalmente positiva e devo dire che lo è anche quella della maggior parte degli avventori che sono già abituati alla cosa e non oppongono alcuna resistenza.
Pensateci, è uno dei pochi strumenti che abbiamo per salvarci da una nuova chiusura che, ripeto, non potremmo permetterci assolutamente. Non avremmo la forza di rialzarci nuovamente nel caso malaugurato di un nuovo lock down, basta pensare che stiamo lavorando tuttora per appianare tutto ciò che abbiamo tralasciato nei mesi in cui siamo stati chiusi! Quindi, lo ripete ancora e ancora, va bene il green pass. Mi dispiace per chi è contrario e capisco i dubbi e le paure della gente ma il bene collettivo ha la precedenza e questo è un modo per salvare il nostro paese e la nostra economia. E poi, consentitemelo, approfitto per fare un appello a tutti coloro che acquistano da canali illegali, magari da gruppi Telegram, green pass falsi: potreste diventare mine vaganti per tutta la comunità oltre che rischiare pene severe. Dobbiamo salvarci, uscire da questo incubo e risollevare la nostra situazione e quella di tanti altri settori dell’economia. Spero solo che le varianti, la delta o la nuova variante proveniente dal Perù, non faccia precipitare nuovamente la situazione e che i vaccini siano efficaci anche per queste mutazioni. L’intera umanità è tenuta sotto scacco da troppo tempo da questo maledetto virus ed è ora di uscirne, in qualunque modo”.
Medesima opinione è quella di Filippo Balsano, proprietario de “La Macina” di Monreale che continua: “Anche io sono d’accordo con il green pass. E sembra che anche i miei clienti lo siano. A parte qualcuno, la gente ha accettato l’obbligo. Vero è che la maggior parte dei tavoli ancora sono apparecchiati all’esterno, dove non c’è obbligo di certificazione, ma anche gli avventori che preferiscono l’aria condizionata e che vogliono sedersi all’interno del locale, soprattutto a pranzo, non hanno difficoltà ad esibire il pass. Persino dei gruppi di turisti mi hanno mostrato spontaneamente la certificazione o il tampone negativo, sia italiani che stranieri. In questi giorni, per esempio, ho avuto un gruppo di turisti spagnoli e altri provenienti dalle crociere e, quindi, già muniti di pass. Ho anche chiesto a tutti i miei dipendenti di vaccinarsi e tutti hanno accettato senza riserve. Lo ripeto ancora una volta, sono favorevole ed è un modo per uscire da questa situazione.
Certo, non è carino dovere chiedere il pass e controllarne la validità con l’applicazione dedicata, ma è un modo per uscire da questo pauroso incubo ed inoltre è un bene che la gente sia vaccinata, almeno quella che viene nel mio locale: sarebbe un disastro un eventuale contagio, ci rovinerebbe. Io, dal canto mio, chiedo il pass non solo per evitare sanzioni nel caso di eventuali controlli, ma anche perché credo e sono convinto che possa evitarci ulteriori problemi. Quindi avanti tutta con i vaccini e con i green pass.