Questione TARI, D’Eliseo: “Capizzi mistifica la realtà con affermazioni contraddittorie”

“Per i comuni in dissesto sussiste l'espresso divieto di riconoscere agevolazioni, quella di Capizzi è pura demagogia”

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MONREALE – Anche l’assessore al bilancio Luigi D’Eliseo interviene sulla querelle delle tariffe Tari 202, in ultimo alimentata dalle dichiarazioni dell’ex sindaco Piero Capizzi.

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D’Eliseo rimprovera all’ex sindaco “il tentativo di mistificare la realtà con affermazioni chiaramente contraddittorie”. 

“Affermare – dichiara – che la Tari viene calcolata al fine di coprire il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti equivale di fatto a confermare che anche per la Tari vi è l’obbligo di portare le aliquote al massimo livello; e ciò vale non solo per i comuni in dissesto ma per tutti i comuni, con l’unica differenza che, nel caso dei comuni in dissesto, sussiste l’espresso divieto di riconoscere agevolazioni, ossia quei benefici economici ai quali non corrispondono un’effettiva minore attitudine alla creazione dei costi complessivi del servizio”. 

“Siamo di fronte, pertanto, di fronte ad un’inutile e sterile polemica che ha soltanto l’obiettivo di propugnare pura demagogia”, conclude D’Eliseo. 

Quanto invece agli ottimi risultati della raccolta differenziata registrati in questi mesi dall’amministrazione Arcidiacono, l’assessore D’Eliseo stigmatizza il punto di vista del consigliere Capizzi dal momento che “con le sue parole egli dimostra di sottovalutare la circostanza per cui la raccolta differenziata (che è un preciso obbligo di legge pesantemente sanzionato in caso di inottemperanza) non comporta giocoforza un risparmio finanziario, soprattutto in un sistema inefficiente come quello della gestione dei rifiuti in Sicilia caratterizzato da costi per lo smaltimento dei rifiuti differenziati (in primis quelli per l’umido) spropositati”. 

“Inoltre – spiega D’Eliseo – Capizzi dimentica di ribadire che gli eventuali vantaggi finanziari derivanti dalla raccolta differenziata (semmai si realizzeranno alla conta finale dei costi e dei benefici connessi) potranno emergere solo in futuro, dal momento che la struttura dei costi del servizio, secondo il metodo Arera, tiene conto dei dati storici delle annualità trascorse e non di quelli in itinere: in altre parole il piano finanziario del 2021 ha dovuto tenere conto, entro certi limiti, delle possibili evoluzioni dei costi e dei ricavi raffrontati con quelli realizzati nell’anno 2019″. 

Questo sarebbe il motivo per cui molti enti locali siciliani hanno registrato la bocciatura dei loro piani economici finanziari, poiché questi ultimi registrano dinamiche di costi e di ricavi non rientranti entro i limiti di scostamento imposti dal metodo Arera.

“Auguriamoci pertanto – conclude D’Eliseo – di poter raccogliere in futuro i benefici auspicabili derivanti dalla raccolta differenziata, sperando che queste sterili polemiche non sortiscano intanto l’effetto di scoraggiare i cittadini a perseguire nel loro comportamento virtuoso ad oggi dimostrato con i superiori risultati della raccolta differenziata”.

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