A Monreale raccolta differenziata al 75%, ma quanti rifiuti per la città

Troppi rifiuti in città, e l’amministrazione rischia di perdere la battaglia contro gli incivili dei rifiuti

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MONREALE“Abbiamo superato la soglia del 75% di raccolta differenziata”, mi comunicava qualche giorno fa l’assessore ai rifiuti, Salvatore Grippi. Ma lo faceva sottovoce, quasi timidamente. Perché il dato, se da una parte andrebbe sbandierato con comunicati stampa, portato come una stelletta al petto dell’amministrazione, in quanto si tratta di un indiscusso successo conseguito negli ultimi anni,  dall’altra cozza profondamente con l’elevata sporcizia che i cittadini monrealesi sono costretti (tra la rabbia e lo sconforto), a verificare giornalmente per le strade di Monreale e frazioni.

Via Ponte Parco, ad Aquino, è la strada della vergogna. Ma è anche la strada del controsenso, dell’incredibile. Dovrebbe essere la strada più pulita della città, dato che a poche decine di metri si trova un punto di raccolta, dove è possibile consegnare i rifiuti differenziati, quelli indifferenziati, e soprattutto gli ingombranti. Ed invece c’è chi preferisce abbandonare i propri rifiuti per strada, a fare bella mostra. Come quella carcassa di un frigorifero che da circa un mese “arreda” un tratto della via.

Ad Aquino non c’è strada che non diventi sede di piccole discariche, come via Santa Liberata.

Sul marciapiede al fianco della villetta, di fronte la chiesa, da giorni si vanno accatastando sacchi di rifiuti. Ad oggi circa 20 metri del marciapiede sono stati coperti. 

Non è diversa la situazione che si osserva in alcune strade del centro. Via Venero, via della Repubblica, via Aldo Moro, persino il tratto di strada chiuso al quartiere Carmine per i lavori in corso, sono diventati punti di raccolta di rifiuti.

Un degrado, uno scempio, che vede l’amministrazione impotente, e che non consente all’assessore Grippi di gioire per il risultato conseguito in termini di differenziata.

Anche perché, spiega, la raccolta e il conferimento in discarica di questa tipologia di rifiuti non è la soluzione. Più di una volta la discarica di Trapani non ha concesso agli autocompattatori di scaricare questi rifiuti, proprio perché non sono “indifferenziati”, cioè frutto di un certosino lavoro, all’origine, di selezione dei materiali. Al loro interno c’è vetro, plastica, organico. E la discarica, secondo il rigido protocollo regionale, li rifiuta.

La battaglia dichiarata ai furbetti dei rifiuti, avviata con l’ausilio di qualche telecamera e di qualche contravvenzione (che lo stesso primo cittadino ha propagandato sui social affinché potesse fungere da deterrente), non ha ancora portato i risultati sperati. Su questo fronte l’amministrazione è al momento perdente, e, se non trova nuove soluzioni, rischia di uscirne sconfitta. Sarebbe il caso di avviare una massiccia operazione di controllo del territorio, distaccando, per un periodo di tempo limitato, gran parte del personale del Comando di Polizia Municipale al controllo delle strade, chiedendo, se è il caso, un contributo ai Carabinieri della Stazione monrealese.

Anche un utilizzo già massiccio delle videocamere di sorveglianza, come più volte promesso, è una risorsa necessaria. Perché solo toccando il portafoglio dei cittadini incivili si potrà sperare di dare alla città il decoro che merita.

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