Gestione dei rifiuti, arresti tra Partinico, San Giuseppe Jato e San Cipirello (VIDEO)

Al centro dell’inchiesta il nolo dei mezzi della CO.GE.SI. nel comune di Partinico

Tre arresti, un obbligo di dimora e una sospensione dal servizio, e il sequestro di una Ferrari 488, di una Range Rover Evoque, di una villa a San Cipirello, di 2 milioni di euro.

Questo l’esito di una vasta operazione condotta dai Carabinieri e dai Finanzieri delle Compagnie di Partinico questa mattina.

Sono finiti agli arresti domiciliari tre soggetti: si tratta di Michele Lo Greco (30 anni), Stefano Lo Greco (36 anni) e la moglie di quest’ultimo Valentina Mangano (27 anni). Per un quarto soggetto, Vincenzo Lo Greco (71 anni), è scattato l’obbligo di dimora; ad essere coinvolto nell’indagine anche un dipendente del Comune di Partinico, Giuseppe Gallo. Per lui è scattata una misura interdittiva che ne ha determinato la sospensione dal servizio. Indagato a piede libero un commercialista.

Tutti i soggetti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di bancarotta fraudolenta, intestazione fittizia di beni e quote societarie, inadempimento di contratti per pubbliche forniture, utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio e autoriciclaggio. 

Nel settembre 2018 un attentato incendiario a danno di alcuni mezzi e strutture dell’autoparco del Comune di Partinico aveva fatto scattare l’indagine dei Carabinieri della Compagnia di Partinico.

L’attività investigativa, anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali, aveva fatto emergere elementi di connessione tra l’atto intimidatorio e una procedura di affidamento per il nolo dei mezzi destinati al servizio di raccolta dei rifiuti che l’Ente locale aveva aggiudicato alla CO.GE.SI. S.r.l.

Dall’indagine è emersa una presunta connivenza tra il dipendente comunale e gli amministratori di diritto e di fatto dell’azienda che si sarebbe concretizzata in omesse contestazioni per gravi inadempimenti contrattuali (dovuti al nolo di mezzi in misura inferiore a quella dichiarata, nell’impiego di mezzi privi di revisione e/o non iscritti all’Albo dei Gestori Ambientali), le mancate messa in mora e risoluzione del contratto nei confronti della CO.GE.SI. S.r.l. nonché l’omessa comunicazione all’A.N.A.C. della prematura interruzione del rapporto contrattuale. 

I successivi approfondimenti analitico-documentali e l’esame dei flussi finanziari delegati dalla Procura della Repubblica di Palermo dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Partinico hanno consentito di ipotizzare che gli indagati, attraverso dei crediti sorti in capo ai soci e relativi a spese risultate fittizie per l’acquisto di carburante nonché ad altre operazioni simulate con una ditta individuale di fatto riconducibile agli indagati, avrebbero architettato un fittizio aumento del capitale sociale della CO.GE.SI. S.r.l. per accrescere la solidità economico-finanziaria e patrimoniale dell’azienda ed accedere così a bandi di gara più consistenti, inducendo in errore la pubblica amministrazione e continuando ad arricchirsi indebitamente con l’aggiudicazione illecita degli appalti indetti da vari Enti locali per la gestione dei rifiuti. 

L’intero patrimonio aziendale della CO.GE.SI. S.r.l. sarebbe stato utilizzato per l’acquisto di immobili e beni di lusso (tra cui imbarcazioni, orologi e supercars) e costituendo la nuova ECO INDUSTRY S.r.l. con sede in San Giuseppe Jato (PA) per la commissione dei medesimi delitti. L a CO.GE.SI. S.r.l. sarebbe stata così portata al fallimento.

Il G.I.P. Paolo Magro ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca dei profitti derivanti dalla bancarotta fraudolenta e dall’utilizzo di false fatturazioni, del complesso aziendale della ECO INDUSTRY S.r.l., di un immobile situato a San Cipirello e di due autovetture di lusso, per un valore complessivi di oltre 2 milioni e mezzo di euro.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.