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Esami in tempo di covid, ne abbiamo parlato con i ragazzi del Basile

La nostra redazione ha voluto dedicare una puntata di #FDTALK per dare voce non solo ai professori, ma anche agli studenti, sulla maturità ai tempi del Covid-19 durante la notte prima degli esami

MONREALE  Nel corso della pandemia molti settori hanno subito un cambio radicale, in particolare il settore scolastico ha riscontrato vari cambiamenti. Una svolta significativa è stata la modifica dell’esame di maturità: niente esami scritti, solo un esame orale. Sono state sostituite le due prove scritte con un unico colloquio rinforzato, chiamato anche max orale, che durerà circa un’ora e sarà articolato in quattro fasi.

La nostra redazione ha voluto dedicare una puntata di #FDTALK per dare voce non solo ai professori, ma anche agli studenti, sulla maturità ai tempi del Covid-19 durante la notte prima degli esami.

Potrai riguardare la direttamente cliccando qui

https://www.facebook.com/watch/live/?v=336052697911173&ref=watch_permalink

Ne abbiamo parlato ieri sera, martedì 15 giugno alle 21.00, tramite una diretta sul nostro profilo Facebook condotta dal direttore Luigi Gullo e dalla professoressa Antonella Vaglica, insieme a Mattia Intravaia, Federica Abbate e Giorgio Fortezza (tre studenti della 5B Liceo Scientifico “Basile – D’Aleo” di Monreale), alla professoressa di italiano e latino Marilena Spallino e lo psicoterapeuta nell’assistenza dell’autonomia e della comunicazione Giovanni Ferraro.

Dato che l’esame è ‘semplificato’, siete contenti o pensate di essere penalizzati perché non riuscite a dimostrare le competenze acquisite nell’arco di questi anni?

“Sicuramente è un esame semplificato – afferma la studentessa Federica Abbate – ma la mia classe ha lavorato tanto, soprattutto per scrivere l’elaborato. Penso che ci darà modo di esprimerci e di fare vedere quello che siamo, cosa che si è vista durante l’anno e non sarà un solo esame a determinarlo”.

La professoressa Marilena Spallino, esprimendo il suo parere sull’esame di quest’anno, afferma: “è un esame semplificato rispetto agli altri, ma agli studenti non mancano le competenze e la preparazione che hanno avuto i loro compagni negli anni precedenti, perché hanno lavorato bene”.

Quindi secondo lei si sarebbe potuto fare l’esame tradizionale o era necessaria questa nuova formula?

“Forse si poteva fare, ma sono da considerare le difficoltà che hanno avuto i ragazzi in queste modalità. Non hanno avuto un anno facile, privati della socializzazione. Non sarebbe stato corretto e rispettoso per gli studenti fargli fare l’esame di stato tradizionale”.

Al professore Giovanni Ferraro: il fatto che sono stati penalizzati nelle relazioni sociali cosa comporta? Verranno segnati o avranno la capacità di superarlo?

“Sarebbe impensabile se questa situazione non potesse influire, soprattutto nell’ambito scolastico. Ma credo che un grosso lavoro sia stato fatto dal corpo docenti con cui collaboro costantemente, perché la loro capacità è stata quella di relazionarsi con l’anima dello studente, riuscire a connettersi con le difficoltà individuali”.

A questo proposito, la professoressa Antonella Vaglica rivolge una domanda ai ragazzi: “In questo frangente della didattica a distanza, gli insegnanti vi hanno aiutato?”

“Durante quest’anno – afferma lo studente Mattia Intravaia – gli insegnati, nonostante le difficoltà della DAD, hanno continuato a spronarci e preoccuparsi del nostro benessere”.  “La DAD è stato un momento particolare e critico di questo anno scolastico – afferma lo studente Giorgio Fortezza – ritengo che comunque sia stato funzionale al nostro miglioramento dal punto di vista delle competenze digitali.

Per quanto concerne le emozioni, personalmente ho sentito come se mancasse un pezzo di me, perché i compagni e i docenti sono fondamentali per la nostra crescita personale e interiore. Solo grazie alla loro professionalità siamo quello che siamo, sia in termini didattici che sociali”.

Luigi Gullo, rivolgendosi alla professoressa Marilena Spallino, chiede: in questo periodo di difficoltà avete sviluppato maggiore empatia verso gli alunni?

“Li abbiamo visti in una luce diversa, perché abbiamo capito le loro difficoltà e le loro fragilità. Questo ci ha portato a sentirli più vicini perché capivamo la solitudine e le paure di questi ragazzi che per molti mesi sono stati soli”.

La professoressa Antonella Vaglica agli studenti chiede: “che valore riveste per voi la maturità?”

“Maturità – afferma Giorgio Fortezza – rappresenta il completamento di una tappa fondamentale della vita di ognuno di noi. Rappresenta non solo diventare adulti dal punto di vista anagrafico, ma rappresenta anche quel momento in cui si acquisisce consapevolezza di rivestire un determinato ruolo nella società e inizia a sforzarsi di rendere il mondo un posto migliore. Questo segna il passaggio dall’adolescenza al mondo degli adulti”.

“L’esame per i ragazzi rappresenta un rito di passaggio importante – continua Giovanni Ferraro – Io cerco sempre di calmarli, proponendogli di vederla in maniera differente, ovvero come un’occasione di scambio tra studenti e docenti su tutto quello fatto negli anni”.

Cosa ha rappresentato per voi essere studenti dell’Istituto Basile – D’Aleo?

“Per noi – afferma Mattia Intravaia – la scuola è stata un percorso di crescita sotto tutti i punti di vista e ci ha dato delle basi importantissime per il nostro futuro. Avremo sicuramente un ricordo meraviglioso di questo liceo, di tutte le persone che abbiamo incontrato e degli insegnati che hanno fatto il loro lavoro con assoluta passione”.

“Ritengo che il nostro liceo sia un istituto ben organizzato – continua Giorgio Fortezza – e che alla base ci siano dei buoni professori. Tra noi e i nostri docenti si è instaurato un rapporto molto forte, ciò ha creato un clima stimolante che ha contribuito al nostro percorso di crescita e a uno studio proficuo”.

Antonella Vaglica chiede a Marilena Spallino: Cos’è insegnare? Cosa proviamo quando ci troviamo dietro la cattedra e li guardiamo?

“Per me insegnare è tutto, è il lavoro più bello del mondo. Io mi sveglio la mattina, li vedo e sono felice. Gli studenti per me sono una parte di cuore. La notte prima degli esami degli studenti è anche la nostra, stiamo male insieme a loro”.

Infine, cosa provate voi studenti durante la notte prima degli esami?

“Da un lato sono felice di finire questo percorso e godermi l’estate – afferma Federica Abbate – dall’altro c’è la preoccupazione di non riuscire a dare il massimo, bloccarmi o farmi prendere dall’ansia. Nonostante ciò, sono convinta del fatto che mi sono impegnata, ho cercato di studiare tutto l’anno con costanza e spero di dimostrare quello che realmente sono”.

Il consiglio, da parte di Giovanni Ferraro, per la notte prima degli esami è considerarla un momento bello, un momento di conferma e grande soddisfazione personale, condividendola con le persone che sono state accanto a te.

 

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