“Ama chi vuoi e non odiare chi ama”, Palermo dice no all’Omofobia

“Se toccano uno toccano tutti”, al Massimo manifestazione contro la violenza di genere

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“Ama chi vuoi e non odiare chi ama”, “Basta odio”, “Giù le mani dai bambini”, “Avanti con il del ZAN”.

Il 29 maggio due giovani torinesi, che passeggiavano mano nella mano nel centro storico del capoluogo siciliano, avevano subito un’aggressione omofobia. A distanza di pochi giorni, piazza Verdi si è riempita di bandiere arcobaleno per dire no alla violenza omofoba, per esprimere solidarietà ai giovani torinesi e per protestare contro l’escalation di violenze e discriminazioni Lgbt+. Ma anche per chiedere alla politica nazionale che venga data un’accelerazione ai lavori parlamentari per giungere entro la fine della legislatura all’approvazione del ddl Zan.

La manifestazione, intitolata Ci vogliamo vive e vivi, se toccano uno/a toccano tutti/e: fuori la rabbia, è stata indetta per oggi dal Coordinamento Palermo Pride e da Arcigay Palermo, ma sta vedendo la partecipazione di diverse associazioni, circoli, movimenti e collettivi.

«La pandemia ha cancellato la presenza dei e delle militanti Lgbt+ dalle strade – dichiara il Coordinamento Palermo Pride – come è accaduto a tutti i movimenti che hanno visto fortemente compressa la possibilità di agire lo spazio pubblico. Questa assenza è stata resa ancora più tragica dal chiacchiericcio televisivo e social che, partendo dal ddl Zan, non mette mai l’accento sulle discriminazioni omolesbobitransfobiche ma solo sull’inesistente attacco alla libertà di espressione e all’ordine biologico-naturale. Noi persone Lgbt+ veniamo quindi spostate dallo spazio delle persone vittime di discriminazione a quello di carnefici, colpevoli di attaccare le libertà altrui. Questo clima non può che favorire la recrudescenza di aggressioni verbali e fisiche, di violenze ai nostri corpi ma anche alle nostre parole e al nostro stesso diritto di essere; complice anche la tensione sociale resa esplosiva dalla pandemia. È arrivato il momento di dire basta e di pretendere rispetto per le nostre rivendicazioni e per le nostre vite. Finché ci sarà il Palermo Pride non saremo noi persone Lgbt+ a dover aver paura perché non permetteremo mai che vinca la cultura dell’odio e dell’omolesbobitransfobia».

“Quanto è successo a Palermo sabato scorso – dichiara Arcigay Palermo – e quanto sta accadendo in tutta Italia in questi mesi è la dimostrazione non soltanto della necessità urgente di una legge che contrasti le violenze motivate per orientamento sessuale e identità di genere ma di quanto questo dibattito pubblico sia orribile perché sta sdoganando la libertà di odiarci, aggressioni quotidiane legittimate da discorsi d’odio perfino all’interno del Parlamento dove è in discussione una legge che avrebbe lo scopo di tutelarci. Torniamo in piazza perché sentiamo il bisogno di urlare la nostra rabbia, quella stessa rabbia che tutti e tutte coloro che stanno dalla parte dei diritti e della libertà hanno provato in queste ore nell’apprendere la notizia e i dettagli dell’aggressione».

Presenti alla manifestazione, tra gli altri, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e il deputato regionale del PD Antonello Cracolici.

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