Monsignor Pennisi nel gruppo di lavoro sulla scomunica alle mafie del Vaticano

Il gruppo è nato sotto il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e ha l’obiettivo di approfondire il tema, collaborare con i Vescovi del mondo, promuovere e sostenere iniziative.

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Una nota della Sala Stampa della Santa Sede di oggi comunica la nascita – presso il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale – di un gruppo di lavoro sulla “scomunica alle mafie”. Il gruppo ha l’obiettivo di approfondire il tema, collaborare con i Vescovi del mondo, promuovere e sostenere iniziative. La notizia arriva oggi in coincidenza con la cerimonia di Beatificazione ad Agrigento del magistrato siciliano ucciso dalla mafia nel 1990.  Nella nota si legge che il gruppo è stato istituito “per onorare Rosario Livatino, primo magistrato beato nella storia della Chiesa, che ha esercitato coraggiosamente la professione come missione laicale”.

L’iniziativa è un ulteriore passo dell’impegno su questo tematiche del Dicastero presieduto dal cardinale Peter Turkson. Già nell’agosto 2018 il Dicastero aveva dato vita a una rete globale internazionale contro corruzione, criminalità organizzata e mafie.

L’istituzione del gruppo è solo l’ultimo tassello di una serie di posizioni prese dalla chiesa contro la mafia. Tra queste, lo storico appello per la conversione dei mafiosi, pronunciato da Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi di Agrigento nel maggio 1993, la definizione della mafia come “strada di morte” da parte di Benedetto XVI a Palermo nel 2010e la recente “scomunica” dei mafiosi di Papa Francesco a Sibari, in Calabria, nel 2014. In quell’occasione il Pontefice, nell’omelia della Santa Messa celebrata il 21 giugno sulla spianata dell’area Ex Insud, definì la ‘ndrangheta “adorazione del male e disprezzo del bene comune” e aggiunse che i mafiosi “non sono in comunione con Dio: sono scomunicati”.

Del gruppo fanno l’arcivescovo di Monreale, mons. Michele Pennisi, il presidente del Tribunale dello Stato Vaticano, Giuseppe Pignatone, il presidente dell’Associazione Libera don Luigi Ciotti e Rosy Bindi, già presidentessa della Commissione parlamentare antimafia. Poi ci sono don Raffaele Grimaldi, l’ispettore generale dei cappellani delle carceri italiane, don Marcello Cozzi, sacerdote docente alla Lateranense che ha una lunga esperienza su questi argomenti e mons. Ioan Alexandru Pop del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi.

 

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