LIDL a Monreale, il consiglio comunale chiamato a valutare costi e benefici

Nascita del centro commerciale LIDL, la variante al PRG all'esame dei consiglieri comunali

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MONREALE – Prosegue l’iter burocratico che potrebbe portare alla nascita di un punto vendita di medie dimensioni a marchio LIDL nel territorio monrealese. La società tedesca ha stipulato un preliminare di vendita per un lotto di terreno di 7.662,48 mq che si affaccia sulla circonvallazione di Monreale. Al momento vi insiste un fabbricato grezzo di circa 500 mq, per il quale è prevista la demolizione.

Il terreno è attualmente destinato ad area di villeggiatura (VL). Ed è per questo che il consiglio comunale sarà a breve chiamato ad approvare la variante al PRG (Piano Regolatore Generale) così da modificare la destinazione d’uso dell’area, che verrebbe adibita a scopi commerciali. 

Al momento il testo della variante si trova ai tavoli della III Commissione Consiliare. I consiglieri faranno una prima valutazione ed esprimeranno un parere, anche alla luce anche del rapporto elaborato dall’ufficio tecnico. L’ing. Maurizio Busacca si è espresso favorevolmente.

La nascita del LIDL è stata vista di buon occhio, se non auspicata, dall’amministrazione comunale, poiché determinerebbe nuove opportunità di lavoro, una rivalutazione economica dell’area, introiti per le casse comunali derivanti dalla tassazione sugli immobili e da attività di filiera correlate. 

La nascita del centro commerciale di medie dimensioni doterebbe inoltre la zona di una serie di opere di urbanizzazione secondaria, quali parcheggi (all’interno del lotto e per una superficie almeno pari a quella commerciale), spazi verdi, spazi ricreativi, e porterebbe ad un ampliamento degli impianti di illuminazione pubblica.

L’apertura del centro commerciale garantirebbe inoltre maggiore concorrenza tra i punti vendita del territorio con benefici per i consumatori. Ma un aspetto che la politica è chiamata a tenere in debita considerazione sarà certamente anche quello dei contraccolpi sul piano economico che si avrebbero sulle aziende concorrenti presenti nel territorio (negozi di generi alimentari e supermercati soprattutto).  E quindi delle eventuali conseguenze, stavolta negative, in termini occupazionali. 

Una valutazione certamente non semplice, ma che gli amministratori della città hanno la responsabilità e il dovere di fare.

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