Quando anche l’Oms allerta sulle riaperture: “Crisi in India impone massima cautela”

Rischio maggiore di infezioni. Secondo Galli "negli Usa contagi elevati nonostante vaccino"

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha avvertito i governi europei che allentare troppo presto le restrizioni anti-Covid potrebbe causare una spirale di nuovi casi, innescando potenzialmente una nuova ondata come in India. Hans Kluge, il capo della regione europea dell’Oms, ha affermato che misure allentate in presenza di varianti più contagiose, insieme con una copertura vaccinale ancora bassa, possono portare ad “una tempesta perfetta in qualsiasi Paese. La situazione in India può accadere ovunque”- afferma

Hans Kluge

In queste ore, data la grave situazione epidemiologica che sta affrontando l’India, Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato un’ordinanza in cui si estendono le misure di divieto di ingresso, già previste per India e Bangladesh, anche allo Sri Lanka. Il rientro da questi Paesi sarà consentito solo a chi ha cittadinanza italiana. L’ordinanza – resa nota dal ministero della Salute – proroga anche di 15 giorni le misure di contenimento relative agli arrivi dai Paesi europei.

La situazione dunque, si fa più preoccupante di quanto si possa immaginare. In India secondo i dati ufficiali del Ministero della salute, nelle ultime 24 ore si registrano 3.645 morti e 360mila casi sempre in un giorno. La massima prudenza arriva dall’organizzazione mondiale della sanità dopo la politica delle riaperture che l’Europa sta portando avanti. In Italia 15 regioni si trovano in zona gialla, una zona a basse restrizioni, e questo può comportare un rischio maggiore alla salute. A dirlo è anche l’ex presidente della Società italiana malattie infettive (Simit), Massimo Galli che in un’intervista alla Nazione mostra preoccupazione parlando di un “25 aprile emblematico” e facendo il paragone con gli Stati Uniti affermando come “sia strano che i casi siano aumentati nonostante l’elevata somministrazione di vaccini”.

“Si vorrebbe attribuire una funzione taumaturgica all’estate – afferma Galli – ricordiamo che le grosse concentrazioni all’aperto danno grossi problemi. Abbiamo avuto 461mila persone positive al virus, siamo ancora a livelli molto alti, si tenga conto che i numeri, per quanto calati, sono probabilmente la metà di quelli veri”.

Giusto riaprire? Galli: “Negli Usa contagi su del 10% nonostante vaccino”

Massimo Galli – Adnkronos

Siamo lontani da una condizione di sicurezza – spiega Galli ad Adnkronos – Negli Stati Uniti, dove sono molto avanti con la profilassi, come lo sono nel Regno Unito, hanno registrato a metà aprile una ripresa fino al 10% delle nuove infezioni. Hanno rilassato le misure di contenimento – continua -, e nonostante avessero somministrato in media 67,5 dosi di vaccino per cento abitanti, i contagi sono ripartiti”.

“Noi siamo sempre indietro, a 23-24 dosi per cento abitanti. L’ho detto, e sono anche stufo degli attacchi che ricevo. La polemica sul coprifuoco che sacrifica le attività serali dei ristoranti, ad esempio. È una decisione politica. Ovvio, può sembrare logico tenere aperto fino al 23, anziché chiudere alle 22. Rispetto il lavoro degli imprenditori – dice -, ma è altrettanto evidente che certe aperture sono una delle tante cose che non so se riusciremo a poterci permettere” – Galli ne parla dal punto di vista epidemiologico.

“Le città sono piene di gente a passeggio con o senza mascherina – afferma sempre ad Adnkronos – Questo liberi tutti è stato eccessivo, probabilmente ne pagheremo le conseguenze. Io mi auguro di avere torto. Ma ricevo continue segnalazioni di nuovi focolai. In ospedale a breve ci verrà chiesto di riaprire i reparti. Potrei concludere con una nota di prudente ottimismo: voglio sperare che, continuando a proteggere gli anziani, il bilancio delle vittime scenda sotto le previsioni.

Il primario del Sacco di Milano conclude con una cosa molto importante: “Teniamo a mente che girano nuove varianti imprevedibili con le quali dovremo fare i conti”. Secondo Kluge, il capo della regione europea dell’Oms, “dobbiamo anche essere consapevoli del fatto che i vaccini da soli non porranno fine alla pandemia. Senza informare e coinvolgere le comunità queste rimangono esposte al virus. Senza sorveglianza non possiamo identificare nuove varianti. E senza rintracciare i contatti i governi potrebbero dover reimporre misure restrittive”.

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