Capizzi: “Monreale in zona rossa? Serve più trasparenza, il sindaco fornisca dati reali”

"Se Palermo in arancione e Monreale in rosso la situazione è più grave di quanto si faceva credere. I cittadini hanno bisogno di sapere"

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MONREALE – “Il sindaco è la massima autorità in materia sanitaria. Ed allora deve chiarire innanzitutto qual è la reale situazione del contagio a Monreale. Non deve nascondere i dati. Solo la massima trasparenza sulla diffusione del contagio potrà fare comprendere ai cittadini se ci troviamo davvero dinanzi ad una situazione drammatica. Solo così i cittadini potranno prendere sul serio la necessità di rispettare le restrizioni”.

Per il consigliere comunale Piero Capizzi (Alternativa Civica) l’inserimento della città di Monreale in zona rossa è incomprensibile, tanto più che la vicina Palermo è stata declassata in arancione. “Lungi da me aprire una polemica su una questione estremamente delicata. Ma ritengo davvero strano che Palermo sia passata in arancione, quando il sindaco Orlando parlava del rischio di strage, mentre Monreale, per la quale non si era parlato di situazione molto preoccupante, sia stata mantenuta in zona rossa”.

“Proprio sulla vostra testata – prosegue Capizzi – il sindaco Arcidiacono due giorni fa spiegava nel corso di una intervista che il dato sul contagio a Monreale si trovava leggermente al di sotto della soglia critica, e che eravamo stati inclusi nella zona rossa in quanto ente territoriale di grandi dimensioni e perché vicini al capoluogo, Palermo, che si trovava già in zona rossa. Come si spiega questo ragionamento alla luce del fatto che a distanza di due giorni Palermo sia passata in zona arancione e noi rimaniamo in zona rossa? Manca qualche dato, qualche tassello per comprendere con chiarezza qual è la situazione”.

“Questo silenzio – spiega l’ex sindaco – può solo fare male. Noi mandiamo i nostri figli nelle scuole, e abbiamo bisogno di certezze, basate su dati certi, non di rassicurazioni.

I dati su Monreale d’altronde ci sono, la regione siciliana li utilizza per stabilire il livello di restrizioni da applicare. Non è possibile che il comune non ne sia in possesso o che non li fornisca ai cittadini. Il mio timore è che la situazione sia ben più grave. 

Sul sito del comune l’ultimo dato sui soggetti positivi al covid risale a giorno 8 aprile. Fino a quella data il numero dei contagi veniva aggiornato quotidianamente. Da allora non è stato più fornito. Questo silenzio è inquietante. È invece necessario che i dati vengano comunicati alla città giornalmente, che i cittadini sappiano. Solo così adotteranno un comportamento più adeguato e responsabile”.

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