Coronavirus, nasce il “green pass”: ecco a che serve

Il certificato proposto da Bruxelles sarà gratuito e consentirà di poter viaggiare. Sarà pienamente operativo entro luglio

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Il nuovo “green pass” ci servirà per potere viaggiare lasciando da parte l’incubo del coronavirus e potrebbe essere una svolta per salvare del tutto le vacanze estive. La Commissione Europea vuole lanciarlo e in tutto il mondo si sta studiando come e quando approvarlo. Il certificato proposto da Bruxelles è totalmente gratuito e consiste in un QR code da possedere all’interno del proprio smartphone o da stampare su carta.

All’interno vi saranno tre alternative di scelta per dimostrare di poter viaggiare: essersi sottoposti alla vaccinazione, essere risultati negativi a un tampone, oppure essere guariti dal Covid-19 ed avere sviluppato gli anticorpi. Il sistema, tramite app, sarà pronto il primo giugno e gli Stati potranno implementarlo perché diventi pienamente operativo tra i 27 e nell’area Schengen nel mese di luglio.

La Grecia ad esempio si è già mossa proponendo un certificato anti-covid per rilanciare il turismo nelle Isole greche. A febbraio ha stretto già un accordo con Israele permettendo così ai cittadini vaccinati di poter viaggiare nei due paesi. Atene accoglierà tutti i possessori del pass a partire da metà maggio.

Ad aprire la vicenda del pass è stata l’Islanda dove è già operativo da gennaio e da marzo le frontiere sono state aperte ai passeggeri di tutto il mondo forniti di certificato mentre, la Gran Bretagna si trova a buon punto. In Italia invece, si pensa ad un pass per potersi spostare all’interno delle regioni. Negli Stati Uniti stanno lavorando a un progetto simile, a New York  ad esempio è attiva una app per andare a teatro o agli eventi sportivi.

La questione adesso è quella di capire quando arriverà l’estate cosa bisognerà fare dato l’alto numero di partenze. Altro tema, il modo in cui i dati personali verranno trattati per salvaguardare la privacy. Potrebbero esserci anche dei rischi di carattere sociale? secondo l’Oms l’adozione dei green pass potrebbe alimentare le disuguaglianze, discriminando i cittadini dei paesi che non hanno i mezzi e le strutture per vaccinare alla stessa velocità degli occidentali. 

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