MONREALE – Si terrà domani mattina, presso l’Aula Bunker del carcere Pagliarelli di Palermo, l’udienza preliminare del procedimento che vede coinvolte 25 persone indagate nell’inchiesta tristemente denominata come quella del “Cimitero degli orrori”.
Ai primi di novembre 2020 il Tribunale di Palermo aveva notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ai 25 soggetti indagati a vario titolo per diversi reati: dall’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di numerosi delitti tra cui quelli di truffa, a falsità in atti pubblici commesse da privati, falsità in certificazioni, violazione di sepolcro, vilipendio delle tombe, vilipendio di cadavere, occultamento di cadavere, distruzione, soppressione e sottrazione di cadavere.
I fatti avvennero – e vennero perpetrati per diversi anni – all’interno del Cimitero di San Martino delle Scale. Fino al maggio 2018, cioè fino a quando i magistrati irruppero nella scena applicando 5 misure di custodia cautelare. Vennero coinvolti Giovanni Messina, la moglie Erminia Morbini, il figlio Salvatore detto “Salvo”, il nipote Salvatore detto “Salvuccio” e un altro collaboratore, Antonino Campanella. Successivamente le indagini porteranno al coinvolgimento di altre 20 persone.
L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato, oltre che a Giovanni Messina, Erminia Morbini, Antonino Campanella, Salvatore Messina, 26 anni, e al suo omonimo, soprannominato “Salvuccio”, di 40, anche a Rosalia Vitranon, Gioacchina Messina, Salvatore Messina detto “Nasone”, 41 anni, Luigi Messina, Benedetto Messina, Salvatore Cesare Messina, Michele Musumeci, Pietro Capizzi (ex sindaco del comune di Monreale), Maurizio Busacca (dirigente dell’Edilizia privata del Comune), Salvatore Palazzo (impiegato, adesso in pensione, dell’ufficio tecnico di Monreale), all’impiegata comunale Maria Pia Cappello, al funzionario amministrativo del Comune, Salvatore Ganci (in pensione), alle funzionarie di Stato civile Rosa Turdo, Giuseppa Salamone, Rosalia Marchese e Cristina Russo, al coordinatore sanitario e dirigente dell’Asp 6, Ernesto Martino D’Agostino, e ai medici dell’Asp Michele Amato, Salvatore Ciofalo e Francesco Paolo Sutera.
All’esito dell’udienza convocata per domani il Giudice per le Indagini Preliminari, il dottore Marco Gaeta, deciderà l’eventuale rinvio a giudizio degli indagati. Ma i tempi non saranno certo brevi. Il GIP dovrà tra l’altro verificare eventuali irregolarità o nullità di notifiche e accettare o meno la richiesta di costituzioni di parte civile. Tra queste quella del comune di Monreale che ha deciso di affidare all’avvocato Giovanni Rizzuti l’incarico per costituirsi parte civile al processo. I reati contestati sarebbero ritenuti lesivi degli interessi dell’amministrazione comunale.
“L’attività criminosa commessa da tutti gli imputati avrebbe determinato tanto un danno patrimoniale e diretto nei confronti del Comune di Monreale quanto un danno indiretto – si legge nelle motivazioni del comune -. Per i reati perpetrati nel proprio territorio, all’interno di un luogo ritenuto di culto, emergerebbe un consistente danno all’immagine dell’ente, derivante dall’eclatante attività dell’associazione criminosa che ha scatenato un inevitabile clamore mediatico che avrebbe turbato l’opinione pubblica oltre che la vocazione turistica, a causa della cattiva pubblicità fatta al territorio per l’attività criminale degli imputati”.
Il comune inoltre si sarebbe trovato a sostenere l’onere di recupero, trasporto e custodia di salme, con oneri economico-finanziari, per garantire il rispetto delle norme in materia di polizia mortuaria.
Infine, la presenza di organizzazioni criminali nel territorio comunale esporrebbe la società civile al pericolo di infiltrazione della malavita nel tessuto socio-economico della comunità locale, determinando di per sé un danno non materiale alla stessa cittadinanza che l’ente locale è tenuto a rappresentare.
Cimitero degli orrori a Monreale. NOMI E FOTO degli arrestati