Eliana Pensato, giovane fotografa monrealese “vola” negli USA fotografando i Canadair in azione

Da Monreale agli Stati Uniti in uno scatto

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Eliana Pensato è una giovane ragazza monrealese di 33 anni con la passione per la fotografia e per gli aerei sin da quando era piccina. Le brillano gli occhi quando parla dei suoi scatti, soprattutto quando ci racconta di una categoria di soggetti molto particolare: i Canadair, gli aerei grazie ai quali ogni anno si salvano ettari di bosco che altrimenti verrebbero inghiottiti dagli incendi. Già, perché purtroppo (ma qui bisognerebbe aprire una lunga, amara parentesi) ogni estate nel nostro territorio si ripete sempre la stessa orribile scena: fiamme altissime che nell’arco di poche ore cancellano ettari di verde e attentano alla nostra salute oltre che ovviamente alla bellezza del nostro territorio.

Eliana, nelle calde giornate di scirocco quando tutti si rintanano al fresco dei propri condizionatori o nelle case di “villeggiatura”, si arma della sua amata macchina fotografica e corre a rubare le immagini emozionanti, e spaventose al tempo stesso, delle operazioni che svolgono i Canadair. E grazie ad uno di questi scatti così fuori dal comune è approdata negli USA sulle pagine di “AerialFire Magazine”, una rivista del settore. Abbiamo intervistato Eliana, che di mestiere fa altro, ma che subito ci trasferisce con l’entusiasmo delle sue parole l’importanza che la fotografia riveste nella sua vita.

  • Come è nata la tua passione per la fotografia ed in particolare per i Canadair?

La passione della fotografia, come quella per i Canadair, nasce da bambina grazie a mio padre.

Il luogo in cui abito è circondato da montagne ed ogni estate, purtroppo, avvengono incendi.

Da bambina, ogni qualvolta succedeva, mio padre mi chiamava sempre, dicendomi che sarebbero arrivati i Canadair “gli aerei che buttano l’acqua” ed io, impaziente, aspettavo alla finestra il loro arrivo, rinunciando a giocare in strada con gli amici, rimanevo appoggiata a quella finestra, guardandoli con amore, per ore ed ore, fin quando non andavano via. Sono comunque due passioni che decido di unire e di mettere in atto grazie soprattutto alla volontà di superare un dolore.

  • Sei riuscita ad unire dunque due grandi passioni, qual è il risultato in ambito artistico/professionale che ti piacerebbe raggiungere?

Al momento nessun risultato se non quello già ottenuto, ovvero “raccontare”; la fotografia è una passione che curo durante il tempo libero e al momento tale rimane.

  • AerialFire Magazine, una rivista statunitense, ha pubblicato una delle tue foto, come l’ha selezionata? Come sei arrivata a questo risultato?

Ho inviato loro un messaggio privato in cui ho mandato le mie foto ed ho chiesto se gli interessasse condividerle nella loro pagina Facebook. Ebbene, dopo averle viste e valutate mi hanno risposto che ne avrebbero pubblicato una sulla loro rivista mandandomene al contempo una copia.

  • Magari oltreoceano qualche cacciatore di talenti ti nota e ti propone qualcosa di grande, sognare non fa male…

“Solo chi sogna impara a volare”… Nella vita, soprattutto di questi tempi, avere un piano B ed un piano C non fa male. I miei genitori mi hanno insegnato ad appoggiarmi sempre sulle mie spalle, a fare sempre affidamento su me stessa, a guadagnarmi tutto ciò che ho sempre desiderato, lottando con le unghie e con i denti e niente mi è stato mai facile. Sono una ragazza forte ed indipendente ed ho sudato per arrivare dove sono adesso.

  • È vero che ogni tanto, nei pomeriggi d’estate scappi al lago di Piana degli Albanesi, dove i Canadair raccolgono l’acqua per spegnere gli incendi, a scattare foto?

Si, è vero. Quando finisco di lavorare o ho del tempo libero, da sola volo insieme alla mia macchina fotografica al lago di Piana o direttamente nei luoghi in cui è attivo un’incendio e fotografo i Canadair; dietro tutto ciò c’è anche un Team di ragazzi fantastici che mi sostengono e mi aiutano dandomi informazioni inerenti ai luoghi e ai Canadair in azione. Insieme a loro oltretutto gestisco una pagina Facebook dedicata proprio ai Canadair.

  • Cosa ti piace di più della fotografia?

Adoro il Reportage ovvero “raccontare”, “documentare” vari aspetti della realtà attraverso le immagini.

  • Teniamo a sottolineare che non sei un’amante degli incendi ma solo degli aerei utilizzati per spegnerli, corretto?

Assolutamente. Ci tengo sempre che venga specificato perché l’ignoranza del genere umano non ha mai una fine, non spererei MAI in un incendio.

Il mio scopo, oltre quello di fotografare questi aerei anti-incendio, è quello di appunto di raccontare determinate dinamiche che si vengono a creare, la bravura dei piloti, come operano questi aerei ed il duro lavoro che c’è dietro queste operazioni che spesso viene sottovalutato come quello degli operatori di terra.

Spesso mi ritrovo nei luoghi incendiati ed il senso di tristezza ed impotenza che si prova nel veder bruciare tutto, la rabbia ed il terrore degli abitanti fuggiti da casa e che non sanno se in quella casa ci torneranno, è inspiegabile.

  • Vedi un tuo futuro professionale nella fotografia?

Al momento no, per fortuna faccio due lavori che amo ma…mai dire mai nella vita.

  • Quale altro soggetto ti piace fotografare?

Oltre il Reportage, a volte, mi dedico alla Paesaggistica e ai Ritratti.

  • Quale parte del territorio di Monreale ti piace riprendere?

Mi piace riprendere Monreale da punti panoramici oppure piccoli angoli nascosti cercando di mostrare e valorizzare al massimo la bellezza del mio Paese.

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