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La nostra recensione: Lettere tra due mari: messaggi sulla natura (e non solo)

Uno scambio di idee tra due sorelle speciali

Da due mesi è disponibile nelle librerie italiane Lettere tra due mari (Iperborea, 96 pp., 14 euro) che rappresenta un gioiellino del 2021 della narrativa danese ed europea. L’autrice Siri Ranva Hjelm Jacobsen si è sempre contraddistinta per uno stile sentimentale ma mai patetico inserito nel contesto nord-europeo. Con questo piccolo romanzo, con prose poetiche, la scrittrice danese punta a trattare la questione ambientale cercando però di conferire ulteriori spunti anche sul piano sociale.

Il racconto narra di due mari: un mare è Atlantica ed ha 180 milioni di anni; è cosciente di tutto ciò che accade alla Terra dato che l’ha vista nascere. L’altro mare è Mediterranea, molto più giovane di Atlantica, amante del coraggio e dell’imprevedibilità. Due soggetti totalmente diversi ma uniti dal ruolo di protettrici di spazi naturali. Lo scambio epistolare è un modo per confrontarsi su ciò che vedono nel futuro. Atlantica è sfiduciata e poco ottimista sul futuro; intravede infatti una natura ormai senza limiti in cui tutto sembra essere successo e l’ultima meta rimane la sparizione completa. Dall’altra parte Mediterranea non accetta il pessimismo di Atlantica: riconosce le difficoltà della natura, sa che non resisterà ma è speranzosa che qualcosa possa cambiare. Le forme di vita sono viste come succube e autrici delle isterie della natura. Si vive questa continua lotta tra fiducia e angoscia in cui nulla sembra prevalere e tutto sembra credibilmente possibile. C’è sconcerto su come le stagioni oramai possano cambiare senza lasciare espressività, timore per via di un ordine che non esiste più, rammarico per un caos divenuto abitudine. Nonostante questo, le due sorelle mantengono un legame che non si scioglie: sono unite dal confronto sul futuro.

Jacobsen avrebbe voluto scrivere da tempo un piccolo romanzo che trattasse di emergenza ambientale sotto forma di racconto a tratti poetico: inizialmente Lettere tra due mari avrebbe dovuto essere più sprezzante ma cambiò idea con la stesura finale. Il racconto è profondamente incentrato non solo sulla natura: c’è un messaggio velato verso l’umanità. Quella che ha contribuito a rendere l’ecosistema continuamente minacciato, quella che non riesce a trovare costanza nel tutelare il proprio ambiente. Le due sorelle stanno a simboleggiare, in un certo senso, il duopolio esistenziale che contraddistingue l’umano. L’uomo alla ricerca di traguardi, ambizioni, frontiere da superare, creazioni e distruzioni. Tante azioni che ne sottovalutano uno: alzare lo sguardo al cielo e guardare verso l’orizzonte. Intuire che la natura non è un lusso ma una preziosa risorsa limitata, da proteggere laddove la stupidità prevale sulle nostre potenzialità. Fermare il declino naturale e, anche, umano.

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