Falsificazione dei dati sui contagi: “Il Roberto Gambino coinvolto nell’inchiesta non sono io”

"Non mi occupo di gestione dei dati sul coronavirus, il Roberto Gambino coinvolto è un informatico dell'ASP"

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MONREALE – “Il Roberto Gambino indagato non sono io”. È il monrealese Carlo Gambino, detto Roberto (a questo punto è bene precisarlo) figura politica molto nota, portavoce del Mosaico, a fugare ogni dubbio sulla corretta identità del dipendente dell’ASP6 finito nell’inchiesta sulla falsificazione dei dati sui contagi in Sicilia. Un’inchiesta che si è rivelata un vero e proprio terremoto per l’ASP6, iniziata con gli arresti domiciliari per la dirigente del servizio, la dott.ssa Maria Letizia Di Liberti, per il funzionario regionale Salvatore Cusimano e per Emilio Madoni, dipendente di una ditta che gestisce i dati informatici, e che ha portato alle dimissioni dell’assessore regionale alla salute Ruggero Razza. L’indagine vede coinvolti, seppur non indagati, anche Francesco Rappa e Roberto Gambino, dipendenti dell’ASP6.

La notizia del coinvolgimento di Roberto Gambino, pubblicata sul quotidiano La Repubblica, si è diffusa subito a Monreale, e anche ai numeri della redazione sono giunte molte richieste di chiarimenti. Ma è lo stesso interessato, da noi sentito, a fornirle.

“Io conosco la dott.ssa Maria Letizia Di Liberti – spiega Carlo Gambino (detto Roberto) -, ma non mi occupo di gestione dei dati sul coronavirus. Io lavoro in una commissione di esami, tra l’altro molto delicata, e garantisco la massima legalità e trasparenza sul mio lavoro. Penso che Roberto Gambino sia un informatico dell’ASP, che si occupa dell’inserimento dei dati”.

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