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Oggi, Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime del Covid

Draghi a Bergamo: "Non possiamo abbracciarci, ma questo è il giorno in cui dobbiamo sentirci tutti più uniti”

Oggi, 18 marzo 2021 è la Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime del Covid”. La decisone è stata presa tramite un Provvedimento della Camera dei Deputati emanato il 22 gennaio scorso (www.camera.it/temiap/documentazione/temi/pdf/1225943.pdf?_1615383694471) “al fine di conservare e di rinnovare la memoria di tutte le persone che sono decedute a causa di tale epidemia. Viene poi previsto che in occasione della Giornata Nazionale, in tutti i luoghi pubblici e privati sia osservato un minuto di silenzio dedicato alle vittime dell’epidemia”. Inoltre, viene data facoltà alle scuole “di ogni ordine e grado, nell’ambito della loro autonomia, di promuovere iniziative didattiche, percorsi di studio ed eventi dedicati alla comprensione e all’apprendimento dei temi relativi alla diffusione dell’epidemia da coronavirus e all’impegno nazionale ed internazionale profuso per il suo contenimento e per garantire assistenza alle comunità e alle persone colpite”.

Purtroppo, da alcuni giorni i morti da  coronavirus hanno superato le 100 mila unità. Ma morire di questo virus significa trapassare lontano dagli affetti. La maggior parte delle vittime è entrata in ospedale per uscirne dentro una bara sigillata. Le famiglie non hanno avuto nemmeno la possibilità di dare l’estremo saluto ai loro cari. 

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha voluto celebrare la Giornata in Memoria delle vittime del covid a Bergamo città simbolo perché colpita duramente dal virus. Nella città lombarda l’anno scorso ha avuto luogo la sfilata dei mezzi militari carichi di feretri diretti in altri cimiteri, poiché in quello di Bergamo non vi era rimasto un posto libero. Immagini che rimarranno scolpite nella nostra memoria per tantissimo tempo.

Draghi, durante la celebrazione al cimitero monumentale, ha voluto ribadire la presenza dello Stato che non permetterà mai più che si arrivi alle situazioni tragiche dello scorso anno. “Non possiamo abbracciarci, ma questo è il giorno in cui dobbiamo sentirci tutti più uniti. Bergamo ha vissuto giorni terribili, sono tante le immagini di questa tragedia ma una è indelebile, la colonna di carri militari carichi di bare.

Questo luogo è un simbolo del dolore di un’intera nazione. È anche il luogo di un impegno solenne che oggi prendiamo. Siamo qui per promettere ai nostri anziani che non accadrà più che le persone fragili non vengano adeguatamente assistite e protette”, ha poi aggiunto, solo così rispetteremo la dignità di coloro che ci hanno lasciato”. Poche parole, quelle del premier Draghi, ma efficaci, come nel suo stile. Sempre a Bergamo, Mario Fresu, uno dei più celebri trombettisti italiani, con le sue note struggenti ha inaugurato il Bosco della Memoria dedicato alle vittime del covid.

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