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Il covid e il cerchio di Nietzsche

La trascuratezza provoca l'Eterno Ritorno alle restrizioni 

Il tempo per gli uomini è circolare diceva Nietzsche. Tutto si ripete in un eterno ritorno dal quale non è possibile evadere. L’uomo si muove sui bordi di questo cerchio ammirando gli stessi panorami esistenziali. E tutte le cose che in un modo o in un altro si aggrappano all’uomo sono destinate a errare, assieme a lui, sui contorni di questa realtà anulare che reca le stesse situazioni e offre gli stessi accadimenti. 

Se questo è vero, allora, anche tutto quello che stiamo vivendo a causa del covid è posto sullo stesso binario (circolare) pensato da Nietzsche. A dimostrarlo non sono vane parole o supposizioni filosofiche che non si possono dimostrare ma le curve dei contagi che oscillano a seconda del colore della fascia di una regione. Se un determinato territorio, a causa dei contagi elevati, va in zona rossa, sarà attivato un lockdown di un paio di settimane: chiudono le scuole, i ristoranti e i bar e non sarà possibile uscire di casa se non per un motivo valido e certificato. Tali misure, come è stato dimostrato da un anno a questa parte, provocheranno una diminuzione dei contagi e, di conseguenza, le restrizioni verranno alleggerite. Se questo accade, allora, si passerà da zona rossa, ad arancione, poi gialla e, infine, ultima novità, bianca. Ma dove sta il problema? Non appena vi sarà il fatidico passaggio in zona gialla, che permette varie e determinate libertà, la gente spinta dalla rivalsa verso la repressione sociale ed economica, giustamente, subito si riverserà sulle strade, riempirà i bar e a pranzo andrà a occupare tutti i tavoli dei ristoranti che erano soliti frequentare prima della pandemia. Quindi, si creeranno nuovi assembramenti e al virus verrà offerta la possibilità di riprosperare con l’effetto dell’aumento dei contagi. Ne consegue che la zona interessata subirà un declassamento fino a diventare zona rossa se i contagi continuano ad espandersi. Perciò, le cifre della pandemia, essendo cose umane, accompagnano l’uomo lungo il peregrinare nel cerchio dell’esistenza e sono il risultato della sua condotta.

Il problema principale, a volte, sta nel comprendere i numeri e l’impatto delle nostre condotte sulla lotta alla pandemia. In Sicilia il tasso di mortalità da covid è circa il 2,5%. Dunque, è matematico che una parte delle persone che si ammaleranno di coronavirus, purtroppo, non riusciranno a superare la malattia. La pandemia ha già dimostrato il meccanismo, o il circolo vizioso, che sta alla base del contagio, ovvero la trascuratezza delle norme sociali-igienico-sanitarie che tutti dovremmo seguire pedissequamente per dare una svolta alla lotta contro il virus. Il vaccino, al netto dei legittimi dubbi popolari, in altri paesi ha già dimostrato di essere un’arma che ci consentirà di evadere dal cerchio della pandemia. Dunque,  è necessario aprire un varco e, quindi, vaccinarsi per entrare in un altro recinto: quello del gregge immune.

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