Segnala a Zazoom - Blog Directory

Padre Pasquale La Milia: dopo 32 anni a Monreale parte in Missione in Perù

La vocazione per la Missione c’è sempre stata. Ma solo adesso, all’età di 65 anni, Padre Pasquale ha deciso di intraprendere questo percorso

Padre Pasquale La Milia è da più di trent’anni un punto di riferimento per la comunità monrealese. Sempre vicino ai giovani e ai più bisognosi, non c’è persona che non lo conosca per la sua bontà, per la sua semplicità, ma anche per la risata fragorosa. Adesso lascerà Monreale per mettersi al servizio dei più bisognosi dell’America Latina. 

Don Pasquale La Milia è originario di San Giuseppe Jato. Nella sua infanzia la sua guida fu Padre Onofrio Giglio, dal quale ha assorbito lo spirito della carità. Padre Pasquale decise di intraprendere la strada del sacerdozio in età matura. “La vocazione c’è sempre stata, ma è stata piuttosto combattuta – ci racconta -. Ho perso due fratelli in gioventù. I miei genitori, benché profondamente credenti, erano abbastanza contrari al sacerdozio perché ero rimasto l’unico figlio”.

Iniziati gli studi in Medicina, nel 1980 matura definitivamente la scelta di devolvere la propria vita a Dio, rompendo un fidanzamento di quattro anni e mezzo. “Il Vescovo, Monsignor Cassisa, volle che terminassi gli studi prima di intraprendere il percorso del sacerdozio”. Passeranno altri tre anni. All’età di 28, terminato il percorso accademico e conseguita l’abilitazione, Padre Pasquale entra in seminario e inizia gli studi in teologia. Diventerà Sacerdote nell’89. 

“Sono stati quasi trentadue anni di sacerdozio felici, vissuti con grande entusiasmo. Quelle che erano le mie attitudini poi sono diventate incarichi”. Per anni ha lavorato coi giovani: è stato Assistente dei giovani di Azione Cattolica e per 12 anni Responsabile della Pastorale Giovanile diocesana e regionale. È stato anche Direttore della Caritas, col compito di educare le parrocchie alla sensibilità verso i poveri. Poi Vicerettore del Seminario, Tesoriere della Cattedrale; dal 2003 è Direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano. “Finiti gli studi di Medicina e Teologia, avrei voluto specializzarmi in morale. Invece, sempre il Vescovo mi consigliò di proseguire gli studi in Diritto Canonico”. Così da vent’anni è giudice del Tribunale Ecclesiastico Regionale, mentre nella Diocesi è attualmente Vicario Giudiziale. Dal 1998 al 2009 è stato Parroco nella Chiesa di San Vito e dal 2012 nella Parrocchia dei Santi Vito e Francesco, nata dalla fusione di San Vito e dell’Immacolata.

Col ricordo dei Sacerdoti del PIME – il Pontificio Istituto Missioni Estere – che durante la sua gioventù svolgevano attività missionaria in tutta la Sicilia, Padre Pasquale ha sempre sentito la vocazione per la Missione. “Nella scelta di diventare sacerdote diocesano mi sono preso carico di accompagnare i miei genitori. Dopo che è venuta a mancare mia madre si è aperto il cassetto in cui custodivo il mio sogno missionario. Per me è forte l’esigenza di una consacrazione più totale al Signore nel servizio ai poveri e nell’annuncio del Vangelo”. Destinazione? Perù, nella Provincia di Cuzco. L’esperienza missionaria avverrà tramite i Missionari Servi dei Poveri del Terzo Mondo (MSPTM). Una comunità giovane, con soli trent’anni di storia il cui fondatore, padre Giovanni Salerno, proviene da Gela. L’opera si occupa principalmente di minori e ha costruito, in un villaggio della provincia di Cuzco, la Città dei Ragazzi.

La partenza era prevista per il 18 Maggio 2020. A causa del Covid, le frontiere del Perù non sono ancora aperte. Nell’attesa, Padre Pasquale ha deciso di recarsi in Spagna. Oggi prenderà il volo per trasferirsi nella Casa di Formazione dove aveva già trascorso tutto lo scorso dicembre. 

In Perù la parte più difficile potrebbe consistere nell’aspetto ambientale. La comunità opera in villaggi a 3 mila 600 metri di altitudine. La ridotta ossigenazione dell’aria a tali quote può causare il “mal di montagna”. “Sotto l’aspetto della Missione, farò quello che mi verrà chiesto di fare. Voglio che la mia vita sia donata totalmente, senza riserve. L’importante è stare nel solco missionario ed essere utile in un luogo in cui si vive povertà vera”. 

Il suo rientro è previsto per fine giugno. “Tornerò per valutare insieme al Vescovo sul seguito. Spero, poi, di ripartire. Non ho un piano ben preciso per il futuro, ma non ho timori di alcun tipo. Mi dispiacerebbe solo non riuscire dal punto di vista fisico”. 

Non possiamo che ringraziare Padre Pasquale per il lavoro svolto nel territorio monrealese e augurargli buona fortuna per questo nuovo percorso che lo attende, sempre al servizio dei più fragili e dei più marginali.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.