“Zbora!” Ritorna la neve a Piana degli Albanesi

Scuole chiuse a Piana per la neve. È arrivata stanotte. All'alba la bella sorpresa

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È arrivata di notte. Nessuno l’ha sentita. È scesa silenziosa, nella quiete del momento in cui la gente è assopita sui giacigli. Si è posata sulle strade, sui tetti, sulle campagne e sui monti. E stamattina all’alba, il primo arbëresh che ha aperto la finestra, con gli occhi ancora carichi di sonno, ha esclamato: “Zbora!” (La neve). Nel frattempo il cielo va via via liberandosi dalle nuvole e il sole finalmente torna a splendere sulla vallata. La neve cerca di resistere alla luce e al tiepido calore dei raggi del sole. Ma per la gioia dei bambini, il sindaco Rosario Petta ha disposto la chiusura delle scuole. Ed ecco che in alcuni giardini si intravede un timido orsacchiotto di neve. I più intraprendenti hanno indossato le calze di lana e infilato gli stivali per salire fino alla Pizzuta. Dall’alto dei suoi 1333 metri, si può ammirare il paesaggio e scattare qualche foto da pubblicare con orgoglio sui social. Nello spiazzale di Portella della Ginestra, intanto, le auto si divertono a slittare e a derapare a destra e a sinistra.

La gioia, di cui la neve è foriera, ha contribuito, per una mattinata, ad alimentare la spensieratezza degli arbëreshë di Piana. Finalmente sulle strade si intravede gente che passeggia, e circola qualche sorriso in più. 

Nel corso del primo pomeriggio la neve è destinata a sciogliersi, a meno che il cielo non decida di farne scendere dell’altra. Intanto, si trattiene sulle cime della montagna e copre i sentieri impervi che conducono ad essa. Nelle case, le stufe a legna lavorano a pieno regime e nel cielo il fumo dei comignoli si dissolve nel vento. L’odore del legno che brucia si diffonde in tutto il paese e per un attimo sembra che tutto sia normale. 

La neve, dicevano gli anziani, è un dono del cielo. Perché disinfetta le strade e uccide i virus. Speriamo sia di buon auspicio, allora.

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