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Musumeci: “Guardiamo alla zona gialla”, Lupo: “un Presidente spettatore immobile della crisi”

Musumeci: "Avevamo ragione, le due settimane di zona rossa ci consentono di passare alla zona arancione, si è dimezzato il numero dei contagi, si è ridotto il numero delle perdite umane"

PALERMO – “Un presidente della Regione sempre più deludente che, dopo due settimane di zona rossa, non avanza nessuna proposta per combattere il virus e i suoi effetti sull’economia”. Giuseppe Lupo, capogruppo Pd all’Ars, replica alle parole del presidente della Regione Musumeci.

“Avevamo ragione – dichiara il governatore -, le due settimane di zona rossa ci consentono di passare alla zona arancione, si è dimezzato il numero dei contagi, si è ridotto il numero delle perdite umane. Abbiamo anticipato la zona rossa per evitare la degenerazione che ci avrebbe fatto chiudere a febbraio. Puntiamo alla zona gialla e alla bianca. Ma dipende dalla responsabilità di tutti. Sono contento che abbiamo potuto guardare con realismo alle esigenze di tutelare il diritto alla salute e alla vita. 

Abbiamo neutralizzato i furbetti dei vaccini. Chi ha sbagliato pagherà. Non bisogna speculare a danno degli indifesi, di chi ha diritti da tutelare ed esercitare prima di altri”.

“Nessuna proposta sul potenziamento dei trasporti pubblici locali – ribatte Lupo -, degli screening scolastici, sugli aiuti economici regionali alle imprese fermi dallo scorso anno ed il solito scaricabarile sui furbetti del vaccino”.

“Da Musumeci – continua Lupo – neppure una parola sul bilancio del 2021 dopo i pasticci che lo hanno costretto al ritiro del rendiconto, mentre ogni giorno in Sicilia chiudono attività produttive e si perdono posti di lavoro. Un presidente spettatore immobile – conclude –  di una crisi sanitaria, sociale ed economica che travolge la Sicilia”.

Musumeci in un lungo video messaggio ha spiegato le sue ragioni: “Sul fronte scolastico stiamo aprendo lentamente. Dall’1 febbraio toccherà alle seconde e terze medie. Se continua a calare il contagio anche per le superiori si potrà tornare in presenza l’8 febbraio. È un processo graduale e improntato sulla prudenza, tra incomprensioni e tesi diverse e divergenti. Speriamo ai primi di aprile di aprire, per permettere agli operatori economici di tornare a lavorare e uscire dal tunnel. La speranza rimane in vita, ma va alimentata, dai nostri comportamenti. Presto vinceremo anche questa battaglia”.

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