Sicilia sempre più vicina alla zona rossa, oggi prima per crescita di ricoveri e 1800 contagi

1600 sono le persone che nelle ultime 24 ore hanno sconfitto il virus iniziando un graduale ritorno verso la normalità.

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La curva epidemiologica in Sicilia continua a salire vertiginosamente rendendola una delle regioni con più nuovi positivi d’Italia. 

Anche se i nuovi positivi sono scesi nelle ultime 24 ore (ieri erano poco più di 1900 e oggi cento in meno), vediamo anche meno tamponi processati e un rapporto di casi positivi su tamponi effettuati ancora troppo alto (18%), quasi il doppio di quello nazionale (10%). 

Le persone attualmente positive in Sicilia sono quasi 45mila di cui quasi il 90% in isolamento presso il proprio domicilio. 

Fortunatamente anche il numero di guariti è molto alto, 1600 sono le persone che nelle ultime 24 ore hanno sconfitto il virus iniziando un graduale ritorno verso la normalità. 

Si fa sempre più probabile invece la zona rossa per la Sicilia visti i dati poco confortanti sulla curva epidemiologica dell’isola. 

La provincia con più positivi rimane ormai da molti giorni sempre Catania con oltre 500 nuovi positivi nelle ultime 24 ore, la provincia di Palermo invece è seconda con 470 nuovi positivi. 

Anche oggi il numero dei morti è troppo alto, 36 solo nell’isola, che si aggiungono agli 80 mila deceduti complessivi in tutta Italia da inizio pandemia. 

Ormai stiamo per addentrarci in un tunnel dal quale difficilmente faremo ritorno, la zona rossa è l’unica zona dove poter provare a contenere la virulente potenza del COVID-19, aspettando che gran parte della popolazione si vaccini. Ma esattamente cosa cambierà quando e se entreremo in zona rossa?

I locali rimarranno chiusi e gli asporti saranno vietati dalle 18, per evitare gli assembramenti nelle piazze visti in questi giorni alla televisione. 

Si uscirà solo per comprovate esigenze lavorative o di salute (per recarsi dal medico, andare in farmacia) o per andare a fare la spesa. 

Il consumare cibo su suolo publico diventerebbe vietato, tranne per i bambini sotto i 6 anni, ai quali spetterebbe anche una passeggiata ogni giorno per non perdere la cattiva abitudine di muoversi. 

La didattica a distanza potrebbe diventare fissa per tutti gli alunni di ogni grado, tranne per i bambini disabili. 

Ormai c’è solo una domanda che sorge spontanea a tutti i cittadini della Sicilia diligenti e rispettosi delle regole: “Se avessimo evitato di fare cenoni con tante persone, saremmo nella disperata situazione in cui ci troviamo ora?”

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