Il covid non ferma il traffico, Palermo è la città più congestionata

Il giorno più trafficato è stato il 23 dicembre quando il livello di congestione ha raggiunto il 71%

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PALERMO – Il coronavirus non ferma il traffico in città. Secondo i dati del TomTom Index 2020 Palermo risulta essere la città più congestionata d’Italia, mentre in altre città è nettamente diminuito.

Il livello di congestione è pari al 29%. Ma ha avuto comunque una diminuzione di 7 punti percentuali rispetto al 2019 (36%), che corrisponde a una diminuzione del 19% del traffico. Il giorno più trafficato è stato il 23 dicembre quando il livello di congestione ha raggiunto un livello molto elevato, il 71%.

Scendendo in classifica c’è Roma, al terzo posto dopo anni di primo: la Capitale ha un tasso di congestione pari a quello di Genova, ma è scesa più decisamente del capoluogo ligure, con una diminuzione rispetto al 2019 dell’11% che è anche la migliore registrata non solo in Italia, ma anche in Europa. Quarto posto per Messina (25%), quinto per Napoli (25%). Andando invece ai piedi della classifica, in zona “verde” sul fronte traffico ci sono Brescia, Modena e Padova, tutte città che restano intorno a un tasso di congestione del 13-14%. A Firenze, si è registrata una diminuzione del valore di 8 punti (da 25 a 17), che rappresenta una relativa importante riduzione del traffico del 32%.

La “rabbia” dei consiglieri Gelarda e Luparello

“La classifica delle città più trafficate del mondo, il Tom Tom Traffic Index, è impietosa verso Palermo – dichiarano Igor Gelarda, capogruppo Lega Palermo ed Elisabetta Luparello, responsabile provinciale della Lega Giovani. Nonostante in tutto il mondo si sia rilevato un calo, a causa di Covid e lokcdown, di circa il 20%, Palermo guadagna il podio come città più trafficata d’Italia. La trentesima in Europa e la sessantesima in tutto il mondo. Staccate nettamente città come Roma, Milano e Napoli, peggio di noi solo metropoli del calibro di Mosca, Nuova Delhi, Bangkok, Londra e San Paolo del Brasile, solo per fare il nome di alcune città, grandi fino a quasi 30 volte Palermo”.

Da sinistra Gelarda e Luparello

“Tutto questo – continuano – è il chiaro frutto di una politica dissennata sul traffico, targata Leoluca Orlando e Giusto Catania che resterà nella storia come uno tra i peggiori assessori al traffico della città, che ha posto al centro della sua politica ZTL e tram. Un assessore che alla luce di questi dati avrebbe solo, come dignitosa scelta politica, quella delle dimissioni. Cosa che avrebbe potuto fare già da tempo, ma non è mai troppo tardi” concludono Gelarda e Luparello

Le restrizioni di viaggio applicate nella maggior parte dei paesi colpiti dall’epidemia hanno avuto un grande impatto diretto sul miglioramento del traffico. Lo scorso aprile infatti, quando ci sono stati i primi lockdown, 216 città in tutto il mondo hanno registrato un netto calo del traffico abituale (Diminuzione superiore al 50%) per più di 20 giorni. Mosca per ben 29 giorni del mese di aprile, è la città più congestionata del 2020. Tra le 13 città in cui il traffico è aumentato nel 2020, 4 si trovano a Taiwan e 2 in Nuova Zelanda. Questi paesi hanno dominato bene la pandemia e non hanno dovuto implementare alcuna misura di limitazione della mobilità stradale.

“Lo scorso anno – afferma Ralf-Peter Schäfer, vicepresidente del Traffic and Travel di TomTom – abbiamo annunciato un generale aumento dei livelli di congestione globale nel 2019, per il nono indice di traffico consecutivo. Nel 2020 abbiamo visto invece un’immagine molto diversa. Dai lockdown alle frontiere chiuse, il movimento delle persone è cambiato – ed è cambiato molto rapidamente.

Le strade però non rimarranno così libere, pensano gli esperti: “a meno che non ci sia un cambiamento serio e deliberato nel comportamento dei conducenti, supportato a sua volta dalle decisioni dei responsabili politici e, soprattutto, dai datori di lavoro”. Secondo Schäfer “sebbene la congestione sia diminuita nel 2020, non diventerà una tendenza se non agiamo in quella direzione. Vedremo i livelli di traffico aumentare di nuovo, mentre le persone torneranno al lavoro e riprenderanno le vecchie abitudini e routine. Ecco perché ora è il momento per gli urbanisti, i responsabili delle politiche, i datori di lavoro e gli automobilisti di fare il punto sulle azioni che dovranno intraprendere per rendere le strade meno congestionate in futuro”.

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