Donne rimanete libere, catene invisibili ci rendono schiave di ogni tipo di abuso

"Ho aderito agli eventi, le ragazze sono entrate nei miei camerini ma mai avrei pensato..."

Stamattina tutti noi abbiamo letto un articolo che ci ha fatto rimanere increduli. È l’ennesima storia che non avremmo mai voluto fosse accaduta ma che, purtroppo, non è nuova alla cronaca.

Si legge che un nostro concittadino è stato arrestato per un reato che si fa parecchia fatica solo a pensarlo… L’accusa parla di sfruttamento della prostituzione, anche di giovanissime non ancora maggiorenni che venivano selezionate grazie all’agenzia di moda Vanity management Models. Personalmente sono rimasta sconvolta perché per ben tre volte ho aderito a degli eventi promossi dall’agenzia per fare sfilare i miei capi di abbigliamento.
Tante ragazze sono entrate nei miei camerini, hanno indossato pantaloni, costumi, tubini. Le guardavo con tenerezza, ammiravo le loro forme ma mai avrei potuto immaginare che potesse esserci altro…non si palesava da nessun atteggiamento intrattenuto tra loro e il manager.

Quando tante show girl hanno denunciato i loro aguzzini nel mondo dello spettacolo, ricordiamo uno su tutti il caso “Weinstein” tutti abbiamo avuto dei conati di vomito perché è disdicevole che un uomo possa credere di usarti facendo leva su quello che potrebbe essere la realizzazione di un sogno: una parte da protagonista in un film, un lavoro, un Viaggio all’estero…

Le donne che hanno denunciato lo hanno fatto dopo anni perché metabolizzare comunque la scelta di essere oggetto da compravendita non è un percorso facile. Ancora di più risulta pericoloso se si tratta di adolescenti, esseri ancora che non hanno del tutto formato la loro personalità, facilmente plasmabili e adescabili con promesse luccicanti.
Quando oggi ho letto i vari articoli devo dire che il conato si è ripresentato con più forza perché un fattaccio è sempre un fattaccio ma se gli attori sono degli sconosciuti senti un po’ meno il dolore sulla tua pelle, se invece li conosci ti senti coinvolto troppo da vicino e non riesci a zittire i pensieri. Così ho deciso di scrivere.

Scrivere non per me, scrivere non per vomitare odio, vorrei che queste parole fossero dardi, fossero frecce che lasciassero un segno, che venissero lette e accolte da uomini e donne.
Mi dispiace davvero che sia accaduto ancora, mi dispiace che le rappresentanti del sesso femminile per fare carriera devono pagare col loro corpo e con la loro anima. Le donne valgono per quello che rappresentano, valgono e basta. Il loro valore aggiunto è un NO fermo e deciso ai compromessi. Nessun successo, nessun regalo, nessun viaggio potrà cancellare l’oltraggio che viene fatto al vostro essere. Non permettiamolo mai più. Tutte noi se non riusciamo ad avere gloria e successo non siamo fallite e incapaci. Si può essere felici attraverso un percorso differente che insegna a sentirci ricche e meravigliose anche se facciamo le donne delle pulizie, le commesse, le infermiere, le autiste, le avvocatesse, le commercialiste, le parrucchiere… Insegniamo alle nostre figlie che il successo più grande è la vera accettazione di se stesse, la ricerca del bello, del vero e l’uso dell’intelligenza.

Ragazze vi invio questo messaggio che vorrei fosse tatuato nelle vostre menti e nel vostro cuore: rimanete libere, catene invisibili ci rendono schiave di ogni tipo di abuso, è ora di dire basta.

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