Di Prima: “Le parole di Figuccia, una deriva etica e valoriale”

Un linguaggio figurato, retaggio di una cultura maschilista, che alimenta pregiudizi discriminatori

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In riferimento alla frase pronunciata dal deputato Figuccia del Parlamento Siciliano: “Non è importante quello che hai in mezzo alle gambe, ma quello che hai in mezzo alle orecchie”, riferita all’assenza di figure femminili nella Giunta di governo dell’Isola, la prof. Ssa Chiara Di Prima, in qualità di presidente dell’UCIIM Sicilia, ha voluto esprimere il proprio biasimo e la seria preoccupazione.
“Il linguaggio inopportuno, per nulla decoroso, in totale dissonanza con il ruolo ricoperto da chi l’ha pronunciata e, ancor di più, con i destinatari della comunicazione, lasciano chiaramente intravedere all’orizzonte il pericolo di una grave deriva etica e valoriale senza precedenti, che si manifesta attraverso un uso sorprendentemente spontaneo e goliardico di un linguaggio irrispettoso e inqualificabile, maldestramente difeso con convinzione ad oltranza in successive dichiarazioni e, per tale ragione, per nulla frutto di impulsività o leggerezza di un momento.
Un linguaggio figurato, retaggio di una cultura maschilista, che si traduce in analoghi comportamenti e alimenta pregiudizi discriminatori.
Da Educatori, da persone di Scuola, custodiamo gelosamente la memoria della Storia di questo Paese e della nostra Sicilia e promuoviamo quotidianamente la crescita umana dei nostri Studenti attraverso soprattutto gli esempi e la testimonianza di quanti, Donne e Uomini, si sono spesi per lo sviluppo di questa Terra, servendola con impegno, onore, rispetto, passione, equilibrio e lungimiranza. Come non ricordare a tal proposito la presidenza illuminata della Regione Sicilia di Piersanti Mattarella e l’istituzione della Consulta regionale femminile con la L.R. n.27 del 7 maggio 1977?
Oggi più che mai, a distanza di ben quattro decenni, riecheggiano come monito le parole incise nell’art. 1: “E’ compito della Regione, in aderenza ai princìpi di eguaglianza giuridica e sociale sanciti dalla Costituzione, concorrere all’azione delle donne siciliane volta – nel rispetto del più ampio pluralismo ideale, politico ed organizzativo, delle istituzioni repubblicane e dei valori dell’antifascismo – a rimuovere gli ostacoli che tuttora limitano la parità fra i due sessi ed impediscono il pieno svolgimento della personalità umana e sociale della donna, attraverso… la piena partecipazione alla vita pubblica, ivi compresa la direzione politica e amministrativa.”
Rimuovere gli ostacoli si può, cominciando dal linguaggio!
Perchè, se il contesto di riferimento è una Istituzione pubblica, la forma rivela la sostanza e la sostanza dà forma alle parole!
Da domani, alla luce di quanto accaduto, faticheremo un pò di più nell’incoraggiare i nostri giovani ad essere cittadini attivi, a prendersi cura della loro Polis, ad occuparsi del Bene comune.
Tuttavia, da inguaribili ottimisti, quando le imprese diventano faticose, noi rispondiamo con maggiore impegno, con maggiore determinazione, perchè non vada perduto il bagaglio di buoni esempi di gestione della Res Publica di cui la nostra Sicilia può andare fiera.
Auspichiamo che le nostre preoccupazioni siano presto confortate da un cambio di prospettiva e che i nostri giovani possano fare riferimento, anche nel tempo presente, a modelli valoriali a cui ispirarsi per essere cittadini attivi e responsabili”.

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