Sicilia ultima in classifica: Azzerata la “quota Rosa” nella giunta regionale siciliana

Manuela Quadrante: "Impossibile che non esistano figure femminili all’altezza del ruolo e che possano essere rappresentative delle istanze e delle sensibilità dei siciliani”

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Sostituzione” o “rimpasto”, sarà questo il problema?

 Dopo la richiesta avanzata dal presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè al Governatore Nello Musumeci, oggi 30 Dicembre 2020 ad essere modificato è stato l’assetto assessoriale della Giunta siciliana. 

Non mancano le note stonate. Non mancano i malumori: è stata azzerata la “quota Rosa” all’interno della giunta regionale siciliana.

Marco Zambuto sostituisce Bernardette Grasso (unico assessore donna su 12 in giunta) alla Funzione Pubblica e alle autonomie locali; invece Toni Scilla sostituisce Edy Bandiera all’assessorato dell’Agricoltura.

Motivo del turn over è la necessità di dare possibilità di rappresentanza in giunta anche ad altre province, ciò è quanto si rileva dalle parole di G. Miccichè, riportate in un articolo di BlogSicilia.it (del 21/12/2020)

Senza entrare nel merito delle scelte anzidette, una Giunta interamente “tinta” al “maschile” pare entrare in contrasto con le scelte poste in essere dalla stessa Ars lo scorso 10 giugno 2020, quando in aula, si votava e approvava all’unanimità il disegno di legge sulle “Norme relative al funzionamento del governo regionale”, legge che prevede il vincolo di una presenza di genere minima di un terzo. Non si potrà avere, quindi, una giunta tutta al maschile o al femminile, peccato però, che la legge sarà efficace solo a partire dalla prossima legislatura.

Intanto diversi sono i malumori in ambito politico.

Manuela Quadrante, portavoce regionale di Più Europa Sicilia, tuona: “Con il rimpasto di Governo odierno la giunta regionale siciliana non conta più nemmeno l’unico assessore donna che aveva, l’on. Bernardette Grasso. A prescindere dagli equilibri politici del governo Musumeci, nei quali non vogliamo entrare, non riusciamo a concepire come il governo di una regione così importante come la Sicilia non preveda la presenza di donne. Riteniamo impossibile che non esistano figure femminili all’altezza del ruolo e che possano essere rappresentative delle istanze e delle sensibilità dei siciliani”.

Anche Aurora Ferreri, componente della Direzione regionale del Pd manifesta la sua disapprovazione (in un articolo riportato su Palermotoday nella giornata odierna).

 “ (…) Prendiamo atto dell’ennesimo gesto di ipocrisia del centrodestra che insieme a noi ha approvato trionfalmente la legge regionale  che vuole un terzo delle donne in Giunta. La legge entrerà in vigore dalla prossima legislatura ma Musumeci e la sua maggioranza ci hanno già dato prova del fatto che non intendano rispettarla,(…)” 

Tutto ciò porta la Sicilia ad occupare l’ultimo posto della classifica unitamente al Molise in materia di parità di genere in seno al Governo. Entrambe le regioni presentano una Giunta completamente al maschile. Va meglio nelle regioni del Centro-Nord, ad es. in Toscana la Giunta regionale è composta da 4 uomini  e da 4 donne.

Per concludere, e smorzare un po’ i toni, riportiamo le parole della stessa Bernardette Grasso (assessore uscente), scritte in un post della sua pagina Facebook. 

“ (…) Bernardette Grasso non si sente, perché non lo è, vittima di un sistema di giochi di Palazzo che in realtà non ci sono stati, ma solo la richiesta da parte di altre province di essere rappresentate in Giunta regionale. La coerenza e la dignità che ho cercato di trasferire nell’ambito delle Istituzioni mi appartengono e mi distinguono.

Il territorio della provincia di Messina non ha perso il suo punto di riferimento; lo ha semmai rafforzato, perché la sottoscritta, come ho già detto, continuerà a farsi portatrice delle esigenze e delle istanze del territorio provinciale e non solo”.

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