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La quarantena artistica dell’ex presidente del consiglio di Altofonte

Salvo Marfia è guarito dal Covid e adesso è in attesa di donare il plasma

ALTOFONTE – Se la ginnastica gli ha dato una mano a mantenersi in forma, la musica è stata la sua compagna fedele, in questa strana e inattesa esperienza, durante la quale ha cercato di smorzare la pesantezza della quarantena. Salvo Marfia, ex presidente del consiglio di Altofonte e candidato sindaco nel 2019, è guarito dal coronavirus. Il suo tampone si è negativizzato e potrà tornare a scuola dai suoi alunni, dopo 20 giorni di isolamento domiciliare. Ma prima ha una priorità: donare il plasma a chi sta combattendo questa battaglia per aiutarlo a vincere. Subito dopo la guarigione, infatti, ha chiamato l’ospedale Policlinico di Palermo e adesso è in attesa di fare la trasfusione che poi sarà somministrata a pazienti ancora affetti da coronavirus.

Suonare la sua chitarra ha reso le giornate meno lunghe. Il 3 novembre, dopo un tampone eseguito privatamente, l’insegnante scopre di essere positivo. Da lì inizia la sua conoscenza con il virus invisibile. “Non so da chi sono stato contagiato – dice Marfia – anche se penso di averlo contratto a scuola. Ogni giorno venivano fuori dei casi di positività. Non ho avuto momenti di sconforto durante l’isolamento, perché la mia condizione di salute tutto sommato non era preoccupante. Ho trascorso la quarantena suonando e leggendo”.

Marfia rientra tra quei positivi al Covid-19 con sintomatologia media. Aveva febbre, tosse e perdita del gusto e dell’olfatto, ma per fortuna non ha mai avuto problemi respiratori. I parametri dell’ossigenazione sono stati sempre buoni. Proprio per questo si è potuto curare a casa. “Non mi sono mai sentito solo. Il mio medico monitorava giornalmente la mia situazione e il sindaco De Luca ha sempre chiesto informazioni sul mio stato”.

In assenza di distrazioni ha sfruttato il periodo per ampliare il suo repertorio, leggere e ascoltare dischi. Un diversivo sono state le dirette Facebook dove Marfia si esibiva dal vivo in performance musicali, intrattenendo amici e conoscenti. “Era un modo per dire che stavo bene, ma anche per sensibilizzare i tanti che ancora non credono alla pericolosità del coronavirus. I social mi hanno tenuto compagnia, se utilizzati nella maniera corretta sono utili e accorciano le distanze”. Anche se non esiste mezzo tecnologico in grado di sostituire i baci e gli abbracci dei figli. “Non mi sono mai perso d’animo ma l’assenza di mia figlia mi ha fatto soffrire. Ogni giorno e più volte durante la giornata ci videochiamavamo e questo mi consolava”.

“Da protagonista di questa strana esperienza posso dire che il sindaco e l’amministrazione hanno fatto sì che Altofonte sia organizzato per affrontare le difficoltà. Il sindaco si è impegnato ottenendo il drive-in, il paese è stato tra i primi a svolgere gli screening di massa. De Luca anche umanamente è vicina ai cittadini, segue personalmente le situazioni”.

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