Un mistero su come potrebbe essere questo Natale 2020, ma non troppo poiché alcune indiscrezioni parlano di festività con le restrizioni, ma non troppe. Sarà sicuramente un Natale diverso rispetto a quello degli anni precedenti infatti, tra le ipotesi all’interno del nuovo Dpcm del 3 dicembre prossimo i negozi di abbigliamento potranno rimanere aperti fino a tardi nelle regioni arancioni.
Il tutto sarà fatto per contrastare la diffusione del coronavirus, creare meno assembramenti, ma soprattutto tutelare gli affetti importanti. Inoltre, ci si potrà spostare da una zona rossa all’altra, ma solo per ricongiungersi con i parenti più stretti.
Potrebbe inoltre, verificarsi qualche alleggerimento in merito a diverse misure prese nell’attuale Dpcm. Lo sguardo principalmente cade sui consumi. Potrebbe verificarsi che i negozi potranno rimanere aperti fino alle ore 22 o 23, sempre con accessi ristretti da parte dei clienti. Nelle ultime ore alcune indiscrezioni parlano della possibilità di allungare il coprifuoco a Mezzanotte e accessi a numero chiuso all’interno dei centri commerciali per evitare assembramenti responsabili della diffusione del Covid-19.
La sottosegretaria al ministero della Salute, Sandra Zampa, ha dichiarato che “le regole si rispettano sempre e in ogni occasione, nella speranza che in quei giorni di fine dicembre le misure siano meno restrittive e la situazione meno drammatica di quanto non lo sia oggi”. Anche il virologo dell’Università Statale di Milano, Fabrizio Pregliasco, ha commentato le ipotesi chiarendo “che si dovrà attuare un allargamento delle possibilità di movimento per il Natale, ma dovrà essere un Natale abbastanza sobrio, poiché un liberi tutti ci porterà molto probabilmente, ad una terza ondata”.
C’è anche tra la popolazione chi commenta le possibili scelte che prenderà il governo il 3 dicembre prossimo. I cittadini sperano, specie quelli residenti a Monreale e che vogliono raggiungere Palermo per fare shopping, in una leggera riapertura. Ciò potrebbe servire anche per far girare l’economia in città e risollevare le aziende più colpite.
Intanto, i Ministri e gli esperti ripetono con fermezza che le festività dovranno essere svolte all’insegna del rigore, ma ovviamente il tutto potrebbe cambiare o meno in base ai dati sui contagi da coronavirus.