Le divise della Nazionale italiana di calcio in 110 anni di storia azzurra

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A gennaio del 2021 la Nazionale italiana di calcio compirà 110 anni di azzurro. Era il sei gennaio del 1911 quando l’Italia, impegnata in amichevole contro l’Ungheria, scendeva per la prima volta in campo con la maglia ufficiale di colore azzurro. Da quell’anno, la Nazionale ha vissuto tanti successi e qualche amarezza, vediamo tutte le divise utilizzate in questi 110 anni di azzurro, da quando non c’erano gli sponsor tecnici, fino ai giorni nostri con la Nazionale allenata dallo jesino Mancini che veste Puma.

Il bianco per due partite e poi l’azzurro

Non tutti sanno che la primissima esperienza della nostra Nazionale di calcio su un rettangolo verde fu in tenuta bianca. Proprio così: nell’amichevole contro la Francia, sfida che compare in maniera puntuale nel cammino dell’Italia da sempre, la nostra Nazionale giocò in maglia bianca per via di una mancata decisione ufficiale sui colori da adottare in gara. Quel colore bianco durò appena due partite, quando poi a Milano, in occasione dell’amichevole contro l’Ungheria, si decise di optare per l’azzurro. Incominciamo la nostra analisi dall’ultima maglia, da quella che indosseranno i ragazzi di Mancini ai prossimi Europei, competizione per cui esperti e vari bookmaker danno la nostra Nazionale fra le prime sei favorite alla vittoria, come possiamo vedere dalle quote offerte dalle agenzie di scommesse che a giugno anche offriranno anche la possibilità di puntare sui risultati di calcio live. La divisa è Puma, sponsor tecnico che accompagna l’Italia da 17 anni e con cui l’Italia si è laureata campione del mondo nel 2006. La maglia di quest’anno, come si può apprezzare in quest’approfondimento, avrà dei dettagli molto particolari: la casacca si basa sul design della terza divisa ufficiale, denominata “Rinascimento”, e riporta appunto mosaici tradizionali del periodo rinascimentale. Prima del 2003 era stata Kappa a fornire l’attrezzatura tecnica alla Nazionale italiana: il marchio di Torino ha vestito ufficialmente gli azzurri dal ‘99 al 2002, partecipando a un Europeo e al Mondiale del 2002. Precedentemente, dal 1995 al Mondiale del ‘98 incluso, era stato il colosso dell’abbigliamento sportivo Nike ad accompagnare l’Italia: con questa casacca l’Italia vinceva a Wembley con goal di Zola, partita valida per le qualificazioni al Mondiale di Francia del ‘98.

La mitica Diadora azzurra per 10 anni

Gli anni ’90 rappresentano quasi un secondo boom economico per tutta la nazione e i Mondiali organizzati sul territorio italiano contribuirono a questo benessere. Quando vediamo Schillaci correre inseguito dai compagni esultando per un suo ennesimo goal nelle “notti magiche” di cui canta la coppia Bennato-Nannini, anche se non si distingue il logo, sappiamo che la maglia indossata dal goleador azzurro e dalla nazionale che tanto fece gioire e soffrire gli italiani, perdendo la semifinale contro l’Argentina di Maradona ai rigori, è marcata Diadora. Parlando di rigori e di Diadora, come dimenticare il maledetto tiro di Roberto Baggio che si stampava sulla traversa della porta difesa da Taffarel e che toglieva ogni speranza di vittoria alla Nazionale ai Mondiali in USA del ‘94, dove comunque il “codino” italiano brillò trascinando letteralmente in finale un’Italia stanca allenata da Sacchi. E c’era sempre l’azienda veneta Diadora a vestire gli azzurri quando nel 1986 in Messico trionfava l’Argentina di uno scatenato Maradona, mentre l’Italia campione del Mondo uscente fu eliminata dalla Francia agli ottavi di finale, dopo un girone non brillantissimo, in cui Altobelli siglò tre reti. La relazione dell’Italia con Diadora rimonta al 1985 e si conclude nel 1995, ma prima ancora di questo periodo era stato un marchio italiano a vestire gli azzurri, più precisamente dal nel biennio dal 1983 al 1984: la Ennerre di Montesilvano in provincia di Pescara, attualmente Ennedue. L’inizio degli anni ‘80 vede invece un’altra maglia storica nell’immaginario di tutti i tifosi azzurri: quella con marchio Le Coq Sportif. Si tratta della maglia con cui l’Italia di Bearzot alzò la Coppa del Mondo in Spagna nel 1982: il marchio francese accompagnerà l’Italia per tre anni, dal 1979 al 1982. È stato però il marchio Adidas il primo sponsor ad avere l’onore di apparire sulla maglia della Nazionale, anche se in realtà i marchi sulla divisa dell’Italia non appariranno mai fisicamente fino al 1999 e la sola “chicca” che Adidas potè inserire sulle divise del 1974 furono le tre strisce rappresentative del proprio brand sui calzettoni azzurri.

Qualsiasi divisa indossi l’Italia, l’amore dei tifosi per la Nazionale, dal Veneto alla Sicilia, è sempre grande e speriamo che il “motivo” presente sulle divise create per l’Europeo di giugno prossimo, denominato “Rinascimento”, sia di buon auspicio per tutto il movimento calcistico nazionale.

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