Bozza Dpcm: coprifuoco alle 22 e due settimane di lockdown nelle zone rosse

La scuola proseguirà in presenza fino alla prima media nelle zone rosse, mentre resta lo stop a musei e mostre

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Il nuovo Dpcm di misure contro il coronavirus sarà annunciato definitivamente “nelle prossime ore”.  Le disposizioni del nuovo decreto si applicano dal giorno 5 novembre 2020 al 3 dicembre 2020, come si legge nella bozza del Dpcm che il governo si appresta a discutere con le Regioni. In serata è iniziato il nuovo vertice tra governo-Regioni, con Comuni e Province, con i ministri Boccia e Speranza, il commissario Arcuri e il capo della Protezione civile Borrelli, per lavorare al testo.

Il tentativo che si sta facendo è quello di non paralizzare il Paese. Infatti, non sarà un lockdown rigido, ma simile al modello tedesco, “un lockdown light”. Così ha detto la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa su Rai Radio1 a Radio anch’io. “È abbastanza complicato – ha spiegato- cercare di fare una misura sartoriale basata su zone, è uno sforzo grandissimo che stiamo facendo. Il tentativo è non paralizzare il paese, voglio che sia chiaro. Non sarà un lockdown rigido, ma simile al modello tedesco, light”.

Ecco le possibili misure contenute nella bozza del Dpcm

Coprifuoco a partire dalle 22: “Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 saranno consentiti soltanto gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”.

Stop agli spostamenti in aree a rischio: Nelle aree ad alto rischio che ricadono negli scenari 3 e 4 indicati nel documento dell’Iss, “è vietato ogni spostamento in entrata e uscita dai territori”. Può riguardare intere “Regioni o parti di esse”. La differenza tra le zone che ricadono nello scenario 3 e in quelle che rientrano nel 4 sta nel fatto che in queste ultime sono stati vietati anche gli spostamenti “all’interno dei medesimi territori”, dunque a livello comunale e provinciale.

In zone a massimo rischio chiusi anche i negozi – Si fermerà anche l’attività dei negozi e mercati nelle regioni, province e comuni a massimo rischio. A prevederlo sempre la bozza del Dpcm all’articolo 1 ter. “Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari”. Il provvedimento ferma anche i mercati, tutte le attività di bar e ristorazione (salvo la consegna a domicilio l’asporto consentito fino alle 22) e le attività sportive.

Resta consentita l’attività motoria “in prossimità della propria abitazione” e con obbligo della mascherina e l’attività sportiva “esclusivamente all’aperto e in forma individuale”. Per le aree ad alto rischio, dunque nelle zone arancioni, restano invece aperti i negozi ma chiudono bar e ristoranti. Limitato in queste zone anche “ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici e privati in un comune diverso da quello di residenza” salvo esigenze di lavoro, studio, salute e necessità.

Nei mezzi di trasporto pubblico locale sarà consentito solamente “un coefficiente di riempimento non superiore al 50 per cento”; ad esclusione del “trasporto scolastico dedicato”.

Smart working ai massimi livelli possibili, sia nella Pubblica amministrazione sia nel settore privato, e ingressi differenziati del personale. In particolare, le pubbliche amministrazioni (salvo il personale sanitario e chi è impegnato nell’emergenza) dovranno assicurare “le percentuali più elevate possibili di lavoro agile, compatibili con le potenzialità organizzative e con la qualità e l’effettività del servizio erogato” e “con le modalità stabilite da uno o più decreti del Ministro della pubblica amministrazione”. Ciascun dirigente dovrà garantire il massimo livello di smart working.

Mascherina obbligatoria alle elementari e medie  – “L’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continuerà a svolgersi in presenza – si legge nel testo – con uso obbligatorio di dispostivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina”.

Bloccate le crociere – Al fine di contrastare il diffondersi del coronavirus, la bozza prevede lo stop alle navi da crociera battenti bandiera italiana. Il provvedimento fa eccezione alle crociere entro l’8 novembre. E’ inoltre consentito alle navi di bandiera estera impiegate in servizi di crociera l’ingresso nei porti italiani esclusivamente ai fini della sosta ‘inoperosa’.

Stop ai concorsi tranne per personale della sanità – Prevista la “sospensione dello svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni, a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica ovvero in cui la commissione ritenga di procedere alla correzione delle prove scritte con collegamento da remoto, nonché ad esclusione dei concorsi per il personale sanitario, ivi compresi, ove richiesti, gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo e di quelli per il personale della protezione civile”. Lo stop ai concorsi era stato previsto dal governo in una prima bozza del Dpcm del 24/10 salvo stralciare il comma successivamente, su richiesta delle Regioni.

Nei circoli sportivi vietato l’uso degli spogliatoi –  La bozza del governo non chiude i circoli sportivi nei territori nazionali non soggetti a ulteriori restrizioni, ma vieta l’uso degli spogliatoi. L’articolo 1, comma f, afferma che “sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi”. “Ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana, con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi interni a detti circoli”.

Nelle zone rosse la bozza del Dpcm prevede la sospensione delle attività sportive, comprese quelle presso centri e circoli sportivi, anche se svolte all’aperto. E’ solamente consentito “svolgere individualmente attività motoria vicino la propria abitazione, purché sempre nel rispetto della distanza “di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo delle mascherine”. Si può inoltre svolgere “attività sportiva esclusivamente all’aperto ed in forma individuale”.

Si attende dunque, l’ufficialità del decreto tra stasera e domani 4 novembre.

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