“I protocolli per la gestione domiciliare dei casi di Covid sono molto semplici e se non si prescrive nulla in molti casi è meglio”, lo ha detto il virologo Matteo Bassetti. Il Covid fa paura e spesso per mancanza di conoscenza le persone si riversano nei pronto soccorsi mandandoli in tilt.
“Bisogna che le persone stiano tranquille se i medici non gli prescrivono niente – continua – infatti per la maggioranza dei casi asintomatici e poco sintomatici occorre usare unicamente gli antiperitici o gli antinfiammatori se vi è la febbre o altri sintomi blandi. Esattamente come si dovrebbe fare con l’influenza. Il cortisone, gli antibiotici e l’eparina andrebbero riservati unicamente ai casi con polmonite più impegnativi. Quindi se il medico non vi prescrive nulla per la maggioranza dei casi sta facendo un ottimo lavoro. Ovviamente è importante monitorare l’evoluzione clinica nel tempo anche per via telematica. Tutto questo rientra nell’imparare la convivenza con il virus. Le patologie che questo virus causa dureranno ancora per molto tempo e comunque ben oltre il vaccino. Solo con un atteggiamento maturo e responsabile da parte di tutti e con messaggi distensivi e rassicuranti potremmo uscirne”.
Secondo il virologo occorre spiegare alla gente che il Covid è oggi una malattia più gestibile per la quale abbiamo imparato molto. Nel mese di agosto sottolineava l’importanza dello sviluppo di protocolli di trattamento domiciliare oltre stabilire i criteri unici su tutto il territorio nazionale per il ricovero in ospedale. “La maggioranza dei casi – ha detto per tre mesi fa -dovrebbero essere gestiti al di fuori degli ospedali. Invito tutti a rispettare il sistema sanitario nei prossimi mesi. Se avete dei sintomi bisogna rimanere a casa e non andare in ospedale. La gente è terrorizzata e per la paura corre in ospedale – spiega – anche quando non ce ne sarebbe la necessità. Non ci sono protocolli per la gestione domiciliare (noi in Liguria li abbiamo sviluppati e sono a disposizione di chi li vorrà consultare). Non ci sono criteri nazionali condivisi per chi ricoverare (quelli liguri sono disponibili). Risultato? Gli ospedali e i pronto soccorso italiani sono allo stremo perché si mischiano i casi di chi ha veramente bisogno dell’Ospedale con quelli che potrebbero essere seguiti a casa. Ci sono casi gravi e impegnativi, ma rispetto a marzo sono la minoranza. Speriamo che qualcuno in Italia mi ascolti”.