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Juventus-Napoli: il calcio zittisce l’Asl e gli azzurri hanno la peggio

Più che a tuttonapoli, l’ultima diatriba calcistica  si è conclusa a tuttojuve. 

Proprio così, perché la tanto discussa partita Juventus-Napoli è terminata in favore delle ragioni juventine e di tutto il calcio “dei piani alti”. 

E il Napoli se ne esce da tutta questa confusa e assurda situazione, con un bel marameo!

Ma partiamo per gradi e cerchiamo di ricostruire brevemente la vicenda. 

Tutto comincia il 4 Ottobre quando il Napoli è chiamato a Torino per la sfida contro l’acerrima e secolare nemica Juventus, come stabilito dal calendario di Serie A. 

Ma succede qualcosa che nessuno poteva prevedere nè premeditare: l’Asl Napoli 1 vieta la partenza degli azzurri a Torino a causa di due giocatori, più un uomo dello staff, trovati positivi al Covid. Un contagio scaturito dalla precedente partita contro il Genoa, in quanto il giorno successivo al match più di 10 giocatori rossoblù erano risultati positivi al Covid. 

Così alla vigilia del grande match dell’anno, precisamente il 3 Ottobre, il Napoli dichiara anticipatamente di voler obbedire all’ordine preventivo emanato dall’Asl ed evitare la trasferta. Da questo momento comincia la danza di protocolli pluri-interpretativi, regole non chiare, litigi tra autorità che si mischiano al gioco delle tre carte, nascondino e per finire con carta-sasso-forbici. 

Insomma chi decide adesso? Da una parte c’è l’Asl che dovrebbe essere un’autorità primaria soprattutto in un territorio nazionale che ha dichiarato lo stato di emergenza per pandemia fino al 31 Gennaio, e dall’altra parte c’è la Lega e la Figc che sono le autorità prescelte entro i limiti calcistici, che si avvalgono solo dei loro protocolli e proprio per questi enti la partita “s’adda fare”. 

Infatti, secondo il “calcio scritto” non esistevano preoccupanti situazioni all’interno della “casa Napoli”, sia perché 2 giocatori infettati sono troppo pochi per rimandare o sospendere un match e sia perchè non c’erano provvedimenti nazionali che impedissero trasferte. Ma a prescindere da queste regole, il Napoli dà retta al buon senso e non sale a Torino, perdendo la partita a tavolino per 3 a 0 e beccandosi anche un punto di penalità. Dalla parte bianconera non arriva nessuno appoggio al Napoli. La squadra scende comunque in campo giustificandosi dicendo: “Noi seguiamo e rispettiamo i protocolli”. Molti penseranno: “Da che pulpito”.

Quindi l’unica chance che resta al Napoli è quella di ricorrere al Giudice sportivo, che un pò alla “Ponzio Pilato” se ne lava le mani, seguendo però i protocolli della Lega e solo quelli della Lega. E conferma il provvedimento già emanato precedentemente: 3 a 0 a tavolino, un punto di penalità per il Napoli e un altro marameo!

In realtà quasi tutta la Serie A ha appoggiato la Juventus e le conclusioni del Giudice sportivo, perché un rinvio avrebbe solo creato più confusione in una situazione di crisi generale. Fatto sta che il Napoli, da parte sua, ha solo eseguito gli ordini emessi dall’autorità sanitaria locale e che forse avrebbe voluto solo un pò più di appoggio umano, dato che non dimentichiamo che stiamo vivendo un periodo di emergenza sanitario ma visto negli ultimi 20 anni e che forse, è bene, che il gioco calcio impari a fare un passo indietro, con umiltà e ragionevolezza. Però è anche vero che i regolamenti sono regolamenti e vanno rispettati

Quindi in questa situazione non ci sarà mai uno che ha torto e uno che ha ragione. Ma resterà la confusione totale finchè continueremo ad essere in balia del Covid-19, che ha già cambiato per sempre le nostre vite.

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