Mascherine obbligatorie all’aperto e no assembramenti: ecco la nuova ordinanza che entrerà in vigore

Il provvedimento metterà anche strette sulla movida che in questi giorni ha fatto discutere in merito agli assembramenti

0

È quasi tutto pronto per l’entrata in vigore della nuova ordinanza del presidente della regione Siciliana Nello Musumeci, dopo l’impennata di contagi registrata da luglio. “Anche la Sicilia, dopo le strette della Campania e Calabria, avrà una nuova ordinanza regionale anti-Covid con misure più restrittive per evitare la diffusione del virus su tutta l’Isola”. È quanto affermano da Palazzo d’Orleans – sottolineando che non sarà attuata alcuna chiusura totale (lockdown), ma almeno due novità, pensate proprio per evitare il rischio chiusura.

  • La prima: uso obbligatorio della mascherina all’aperto, sempre, 24 ore su 24 e a prescindere dal metro di distanza interpersonale, dunque anche quando ci si trova a passeggiare da solo sul marciapiede.

 

  • La seconda: Stretta sulla movida notturna e non solo, con misure mirate ad evitare gli assembramenti per strada o nei locali. La decisione è arrivata ieri mattina, dopo un dibattito tra il presidente Musumeci e l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, che il 6 ottobre porterà in commissione Sanità un nuovo piano di previsione sui posti letto no-Covid, per non rimuovere o trascurare le cure di altre malattie e il funzionamento di tutti i reparti ospedalieri. A partire da lunedì, invece, aprirà l’Imi, l’ex Istituto materno infantile del capoluogo, che almeno per ora non sarà dedicato a pazienti affetti da Coronavirus.

Così, dopo la lettera inviata giovedì scorso alle amministrazioni locali dell’Isola, con il rimprovero ai sindaci che hanno chiuso le scuole e invitato a non emettere ordinanze urgenti senza il «necessario conforto dei Dipartimenti di prevenzione competenti», la Regione è corsa ai ripari e sta accelerando i passi, tra le infezioni giornaliere che viaggiano ormai quasi sempre a quota cento e i Comuni più colpiti dalla risalita epidemiologica che non escludono nuove misure.

A Palermo, per esempio, nelle stesse ore in cui Razza e Musumeci si confrontavano, il sindaco Leoluca Orlando ha chiesto espressamente a Palazzo d’Orleans “di fornire tramite le Asp e le Aziende dei dati certi e aggiornati non solo sull’andamento dei contagi ma anche sul livello di occupazione dei posti letto, un altro tassello fondamentale che inizia oggi ad allarmare il personale sanitario e i pazienti. Bisogna – continua il sindaco – valutare ogni possibile provvedimento perché nulla può avere la priorità rispetto alla tutela della vita e della salute”.

Adesso, la nuova ordinanza di Nello Musumeci dovrebbe far frenare la corsa della diffusione della pandemia e si spera dunque, in una diminuzione dei contagi seguendo così le altre regioni come la Campania, dove già da mercoledì è entrato in vigore l’obbligo dell’uso della mascherina all’aperto.

Proprio il governatore Vincenzo De Luca, ieri ha scritto una lettera al ministro dell’Interno Lamorgese: “Se tra tre o quattro giorni verificheremo con i nostri epidemiologi che la curva del contagio, anziché stabilizzarsi o scendere, si aggrava, noi chiuderemo tutto. Se vogliamo convivere con il virus tenendo aperte le attività economiche dobbiamo rispettare rigorosamente le regole e sottoporci a qualche piccolo sacrificio. Se l’alternativa è passeggiare in allegria o avere i morti per strada, io credo che non ci siano dubbi sulla scelta da fare”.

Intanto, sale in queste ore l’allerta dei medici palermitani poiché i numeri dei contagi e morti stanno raggiungendo quelli che a marzo avevano interessato la regione Lombardia “e non avendo strutture sanitarie adeguate come quelle del nord – aggiungono – siamo in piena allerta e preoccupazione”.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.