“Serve il buon senso, qui nessuno vuole la guerra tra le istituzioni ma la gente vuole risolti i problemi. Lo sbarco continuo e l’assenza dello Stato è uno dei tanti problemi. Il Governo centrale comprenderà di essere dalla parte del torto e compierà un atto di grande responsabilità. Magari ci chiederà qualche altro giorno di tempo, per ricollocare altrove i migranti ospitati nei centri di accoglienza. Successivamente il nostro personale apporrà i sigilli negli hotspot: esattamente come fa un’autorità nei confronti di una struttura privata che non ha i requisiti”. Così il presidente della regione siciliana stamattina ha dichiarato durante la conferenza stampa nel Palazzo della Regione di Catania, in merito all’ordinanza che dispone lo sgombero di hotspot e Centri di accoglienza per i migranti in Sicilia.
“Aspettiamo la mezzanotte – prosegue Musumeci – se i soggetti che sono chiamati a dare attuazione alla mia ordinanza non dovessero farlo a noi rimane solo una strada: rivolgerci alla magistratura. Ci troveremmo di fronte a una palese omissione, con tutto quello che determinerebbe in un contesto di epidemia”.
Il Viminale con una nota diffusa questa mattina, ribadisce le sue posizioni in tema di immigrazione. “La sicurezza – si legge- anche sotto il profilo sanitario, delle comunità locali è obiettivo prioritario del Viminale”. Il riferimento è alla “forte pressione migratoria sulla Sicilia”. “La gestione di un fenomeno complesso come quello migratorio -viene sottolineato nella nota – richiede la proficua collaborazione tra i diversi livelli di governo e grande senso di responsabilità per dare risposte concrete alle esigenze e alle preoccupazioni manifestate dalle comunità locali”.
“Il ministero dell’Interno è da sempre direttamente impegnato – prosegue la nota – per ridurre l’impatto della forte pressione migratoria sulla Sicilia, dovuta ai numerosi sbarchi autonomi legati alla crisi Tunisina, rispetto alla quale il governo si è attivato per trovare ogni utile soluzione”. I test anti Covid sui migranti Il Viminale sottolinea che “dopo aver inizialmente previsto il test sierologico per tutti i migranti arrivati, dai primi di agosto è stato introdotto obbligatoriamente l’esame del tampone rinofaringeo ed è stata attivata una apposita convenzione con la Croce rossa italiana per effettuare questo accertamento sanitario a Lampedusa ed assicurare rapide risposte”. Impegno comune “In ogni caso, la situazione attuale – conclude il Viminale- richiede lo sforzo comune da parte di tutte le istituzioni secondo il principio costituzionale di leale collaborazione, che si ritiene oggi più che mai indispensabile”.
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