Incentivare l’utilizzo della compostiera per abbattere i costi del conferimento organico

Corsi gratuiti per la costruzione della compostiera. L'idea parte dalla Consulta di Pioppo

Il Comune di Monreale produrrebbe intorno alle 960 tonnellate annue di organico

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa inviata da Stefano Lo Coco, membro Consulta di Pioppo

MONREALE – Domani sarà il 15 Agosto un giorno di festa e relax quasi per tutti. Come ogni anno si consumeranno quintali di cibo che finirà in discarica o, nella migliore delle ipotesi, in un centro di compostaggio. Questo é quello che succede ogni giorno e in prossimità delle feste, in modo particolare. Per rendersene conto e capire quanto abbiamo realmente esagerato, ci basterà guardare le strade il giorno dopo.

Non é una critica. È così, il cibo sembra non abbia più valore. I nostri nonni lo definivano ”grazia di Dio” e non si facevano problemi se dovevano condividere pasta e pane  con chi ne aveva bisogno, con amici e parenti. Del resto, se così non fosse, non sarebbe nato il detto: ‘”a casa cape quantu voli u patrune”. Oltretutto, se chiedete tra i più anziani, nessuno ricorda mai avanzi, perché tutto veniva in qualche modo riciclato. Non ci avrebbero insegnato da bambini a baciare anche un pezzetto di pane prima di buttarlo, se non avesse avuto il valore del cibo come nutrimento e come dono.

Il problema del cibo, inteso come scarto o rifiuto, ai nostri giorni, é che ci costa parecchio denaro quando lo buttiamo. Infatti, un comune Siciliano per conferire (quando tutto va bene) umido, in un centro di compostaggio, paga tra i 180 e i 200 euro a tonnellata. Anche se non conosciamo i dati ultimi della differenziata, secondo quelli del catasto Ispra del 2018 il Comune di Monreale produrrebbe intorno alle 960 tonnellate annue di organico per un costo di centosettantaduemila euro. Se riuscissimo ad abbattere questa percentuale, quindi il costo che proviene dal conferimento già  all’origine, ovvero da noi cittadini che produciamo gli scarti, riusciremmo a ottenere due grandi risultati: l’abbattimento del costo del servizio, una migliore qualità della differenziata e un ulteriore ritorno economico per il Comune.

Ma come si può fare? Anzitutto attraverso l’incentivazione del compostaggio domestico, con adesioni volontarie da parte dei cittadini che avranno dei benefici. Poi, con un sistema semplice di controllo attraverso la registrazione degli utenti aderenti.

Il nostro territorio, per quanto concerne il compostaggio, ci consente possibilità a mio avviso finora sottovalutate. La Consulta di Frazione ha proposto di partire da Pioppo proponendo dei corsi gratuiti per la costruzione di una compostiera domestica, nel caso il comune non abbia le risorse per acquistarle. Credo che sia una soluzione vincente. Invito il sindaco a prenderla in considerazione, preso atto che é stata espressa anche una volontà politica da parte della Consulta di Pioppo.

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