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Due monrealesi coinvolti nel blitz antimafia Eride, 15 persone arrestate

Con l’operazione Eride si segna un altro importante tassello nella ricostruzione delle gerarchie criminali palermitane

Ci sono i nomi dei due monrealesi Giovanni Caravello, 38 anni, e Paolo Correnti, 31 anni, tra quelli dei 15 arrestati nel corso dell’operazione Eride del Nucleo Provinciale dei Carabinieri. Il blitz, iniziato questa mattina all’alba, ha inflitto un altro colpo a Cosa Nostra. In particolare, i Carabinieri, su disposizione della Procura antimafia di Palermo, hanno fermato i presunti responsabili del traffico di droga gestito dalla cosca di Corso Calatafimi che fa riferimento al mandamento di Palermo Pagliarelli.

Sono diversi i summit ricostruiti dai Carabinieri grazie a intercettazioni e alla collaborazione di un collaboratore di giustizia. Le sue dichiarazioni stanno permettendo agli investigatori di ricostruire le gerarchie della criminalità organizzata della provincia di Palermo. Con l’operazione Nuova Cupola, infatti, è iniziato lo smantellamento da parte dei magistrati antimafia di tutti i mandamenti criminali che “controllano” il territorio della provincia a partire dall’arresto di colui che era stato nominato al vertice, il vecchio boss Settimo Mineo. Dopo Nuova Cupola sono diverse le operazioni che hanno portato in manette diversi presunti affiliati, più o meno di spicco di Cosa nostra.

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Nel corso dell’operazione di oggi gli inquirenti hanno scoperto che a decidere chi avrebbe venduto lo stupefacente nella famiglia mafiosa di corso Calatafimi era stato il boss Filippo Annatelli in una riunione nel febbraio del 2017 in un’agenzia di onoranze funebri con Salvatore Mirino. Il progetto proposto da Mirino prevedeva l’estromissione delle persone che gestivano il traffico di droga fino a quel momento. Salvatore Mirino ed Enrico Scalavino si occupano della gestione operativa dei traffici e dello smercio della droga. Giuseppe Massa, detto ‘Chen‘ e Ferdinando Giardina erano i responsabili della fornitura dello stupefacente ai pusher di livello inferiore.

Con l’operazione Eride si segna un altro importante tassello nella ricostruzione delle gerarchie criminali palermitane e inizia a manifestarsi anche un collegamento con la criminalità monrealese, quella che lega il filo tra le famiglie di Palermo e la famiglia della città normanna, decimata dai continui colpi inferti dai Carabinieri di Monreale.

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