Segnala a Zazoom - Blog Directory

Castellaccio, Crispi (CAS): “Chiediamo al comune di Monreale la pulizia e la manutenzione dei sentieri”

Nonostante le limitazioni per il Covid19 anche questa estate in programma “AlturEstival”

MONREALE – Con la fine del lockdown e la ripresa delle passeggiate all’aperto, complice la bella stagione e il grande panorama naturalistico dell’isola, stanno pian piano riprendendo vigore le attività escursionistiche. Tra i sentieri dell’isola percorsi dagli amanti del trekking vi è quello del Castellaccio, o Castello di san Benedetto, il monumento normanno eretto nel territorio di San Martino delle Scale, che potrebbe ambire ad essere meta delle passeggiate domenicali e non solo.

Il Castellaccio, costruito intorno al XII secolo sotto Guglielmo II, venne venduto nel 1897 dal Ministero della Pubblica Istruzione al Club Alpino Siciliano. Nel 1996 e nel 2009 sono stati effettuati lavori di restauro e di manutenzione straordinaria sotto la supervisione della Sovrintendenza ai Monumenti che hanno ulteriormente permesso l’agibilità delle torri di nord-est e nord-ovest.

“Gli ultimi interventi di manutenzione straordinaria sono serviti a renderlo fruibile al pubblico – spiega Mario Crispi, Presidente del Club Alpino Siciliano -. L’ultimo, nel 2009, ha riguardato i tetti, le pavimentazioni e gli infissi”.

In seguito, spiega Crispi, si è cercato di dialogare con gli enti territoriali interessati a migliorare la capacità attrattiva del sito.

“All’inizio dell’anno scorso avevamo firmato un protocollo d’intesa con l’amministrazione di Monreale per potenziare l’area di monte Caputo e la rete sentieristica, comprensiva del tratto di collegamento con il Castellaccio”. 

Le ultime iniziative portate avanti nel monumento normanno risalgono alla scorsa estate. Si tratta del Festino “escursionistico” di Santa Rosalia, della passeggiata con concerto di Diego Spitaleri, della manifestazione “AlturEstival”, “che stiamo programmando anche per quest’anno – comunica Crispi -, nonostante le difficoltà causateci dall’emergenza Covid che hanno rallentato gli interventi di manutenzione ordinaria necessari”.

In questi giorni, in seguito alla denuncia fatta sul nostro giornale e su interessamento del deputato regionale Mario Caputo (FI), gli operai dell’ESA hanno pulito gran parte del sentiero (vedi fotogallery), invaso da rifiuti e coperto da sterpaglie. “Ma questo non basta”, spiega Crispi.

Il CAS, che non riceve finanziamenti pubblici, aveva chiesto l’intervento del comune di Monreale per quanto riguarda la pulizia e la messa in sicurezza del sentiero, rovinato dalle piogge ma anche da saltuarie scorribande di ragazzi su moto da cross, così da renderlo fruibile ai visitatori.

Era stato chiesto un intervento anche per la piccola costruzione ubicata in via Regione Siciliana, all’imbocco del sentiero per il castello, da sempre trasformata in una discarica. Le macchine sono costrette a parcheggiare tra i rifiuti, i topi, i cani che rovistano tra i sacchetti della spazzatura.

“Eppure – spiega Crispi – quell’immobile è di proprietà del comune. Avevamo già chiesto agli enti pubblici di avvalersi del PO FESR 2014/2020 – Azione 6.6.1 (Tutela e valorizzazione aree protette) per accedere a dei fondi per ristrutturare l’immobile. Il comune di Monreale ci ha risposto che non aveva tecnici a sufficienza per presentare il progetto. L’immobile va demolito o ristrutturato, con la sola pulizia periodica è destinato ad essere trasformato sempre in una discarica”.

“Non chiediamo agli enti competenti denaro – precisa Crispi -, ma di mettere in sicurezza i sentieri così da consentire le visite al castello”.

Il presidente del CAS ha firmato un nuovo protocollo d’intesa con diversi comuni, anche con quello di Monreale, al fine di inserirlo nella rete dei 9 castelli con destinazione turistica presenti in Sicilia. Monreale però ancora non fa parte della rete, composta da 13 comuni e da 2 enti privati (il CAS e un altro che gestisce il castello di Taormina).

“Ogni comune dovrebbe partecipare al finanziamento del sito internet collettivo, che consente al singolo ente di potere promuovere anche altri suoi specifici siti”.

L’adesione comporta una spesa di circa 3.000 € l’anno, almeno per la prima fase. Il protocollo, firmato durante l’amministrazione Capizzi, è stato confermato successivamente dall’amministrazione Arcidiacono. Ma né il consiglio comunale né la giunta vi hanno dato un seguito. Eppure si tratta di un’opportunità interessante, perché l’adesione alla rete dei castelli permetterebbe anche al comune di attingere ai finanziamenti necessari per la messa in sicurezza dei sentieri.

Il nubifragio del 15 luglio ha reso impraticabile anche parte della strada che consente alle automobili di giungere al castello. “Questo evento ci ha danneggiato, perché utilizzavamo la strada per portare materiali, per salire al castello per le manutenzioni. La strada è di proprietà regionale. Abbiamo chiesto al dipartimento sviluppo rurale dell’assessorato all’agricoltura di intervenire per metterla in sicurezza”.

“È necessario che ogni ente, per le proprie competenze, faccia la propria parte. San Martino delle Scale, Monreale e Castellaccio devono essere inserite in progetti comuni per il potenziamento turistico. Hanno delle potenzialità che possono portare a nuove forme di microeconomia e alla generazione di nuovi posti di lavoro”.

LEGGI ANCHE:

Castellaccio, una risorsa turistica dimenticata

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.